Finalmente l'anima ha quel che voleva
pace.
Ho camminato nella notte,
ho incontrato i demoni più astuti
sono scivolato nella pece del buio,
nel manto viscido delle caverne senza luce
dove dimora un vuoto senza fine.
Ho passato giorni senza vita
a contare le ore,
poi i minuti, i secondi,
ad aspettare un treno senza destinazione,
l'ansia di un viaggio senza ritorno.
Ho attraversato deserti di pietra,
mari di ghiaccio,
valli infuocate,
sentieri tortuosi, arbusti spinosi,
ho avvertito i tagli nella carne,
il dolore sordo della spina,
l'odore acre di sangue e terra.
Ho percorso strade senza indirizzi,
incrociato volti senza sguardi, ne saluti,
occhi anonimi e sfuggenti,
finestre serrate, lucchetti chiusi,
cartelli appesi, ancora dondolanti.
Ho ascoltato il rumore del ferro,
lo stridio incessante delle cicale,
il bubulo beffardo del gufo,
cani nervosi,
scosse di terra,
e il letto si trasformava in bara.
Ho letto scritte in ogni angolo,
segni di mani sconosciute,
geometrie segrete
piegare angoli del destino in forme irregolari,
mi sono smarrito in labirinti di parole.
Ho ricordato il tempo perduto,
le parole non dette,
i rancori sopiti,
la leggerezza del cuore,
il peso della coscienza,
il senso inutile di ogni scelta.
Ho dormito notti sognando la fine e poi l'inizio,
stringendo tra le mani lenzuola sudate,
sfiorando l'alba con pensieri migliori,
osservando bagliori ormai dimenticati.
Ho vissuto giorni come cenere,
insieme al fuoco e al fumo della passione,
a scintille d'amore spente nel vento,
ma pronte a nuova luce,
a occhi di donna vicina,
a labbra pronte per nuovi baci
a mani calde che arrivano da lontano.
Finalmente l'anima ha quel che vuole,
pace.
Ebrezza di infinito
assaporo tra pagine di Vangelo,
odore di incenso e cupole appuntite.
Senso d'amore e d'abbandono
in quella Croce che svetta
all'inizio di ogni prospettiva.
PL
Finalmente l'anima testo di Paco