Elena

scritto da La joie de vivre
Scritto 9 anni fa • Pubblicato 9 anni fa • Revisionato 9 anni fa
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Testo: Elena
di La joie de vivre

Elena

Elena prova ad allacciarsi le scarpe da sola. Le dita disegnano una maschera maldestra: i pollici e gli indici si curvano e strizzano i ceropeduncoli dei lacci con i polpastrelli per formare una specie di fiocco mentre le altre dita, solidali, si drizzano a ventaglio.
È tutta rossa in faccia e soffia. Ti punta addosso due occhi lattiginosi.
“Mamma, guardami”.
“Ti sto guardando”.
Elena si spinge sull’altalena dalla terra al cielo, la gonna gonfia a ombrello sulle gambe tese, le mani serrate a pugno alla catena cigolante. Ti spalanca addosso occhi nuvolosi.
“Mamma, guardami”.
“Ti sto guardando”.
Elena si aggrappa alla maniglia del portone di casa e allarga le gambe a un ragazzo inquieto senza nome. Poi si arrampica su per il muro e incolla le mani al soffitto. A testa in giù, rotea gli occhi plumbei fuori dalle orbite.
“Mamma, guardami”.
“Ti sto guardando”.
Elena di notte piange e si chiude in bagno. È piena di segni sulle braccia smagrite. Gli occhi alabastrini sono persi nel vuoto, le mani sporche di vomito.
“Mamma, guardami”.
“Ti sto guardando”.
Elena ha chiuso per sempre i suoi occhi vitrei, le mani abbandonate sul grembo.
“Mamma, perché non me l’hai mai detto che sei strabica”.

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