Settembre

scritto da sarù
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Autore del testo sarù

Testo: Settembre
di sarù

L'aria si era fatta improvvisamente piu' umida,lo scirocco era stato soppiantato da un vento teso e freddo.Era arrivato Settembre:
Non riuscivo ad accettare quella,per me,insana frescura,che la natura accoglieva come liberazione e ristoro.La spiaggia si era spopolata,
alcuni ombrelloni erano finiti in acqua con il cappello al rovescio e un fasciame di alghe secche si sollevava di tanto in tanto.Qualcuno
aveva dimenticato un giocattolo,un vecchio pupazzo rammendato con occhi fatti di bottoni neri,potevo immaginare che fosse appartenuto
a qualche bambino che vedevo dalla mia finestra ogni mattina,fare castelli di sabbia.Da lontano le barche sembravano rincorrersi per accaparrarsi un posto nel piccolo porticciolo poco distante.Tutto appariva grigio e come stonato,come una vecchia fotografia in bianco e
nero,di quelle che si portano con se'il senso mesto del tempo che passa,senza che nessuno possa fermarlo.Un lampo guizzava all'orizzonte e subito dopo un suono sordo e cupo squarciava il cielo,stava per piovere.Rimanevo abbacinata e inebetita a fissare tutto,spaventata da
quell'improvviso cambiamento ed impressionata dalla sua potenza.Pezzi ci carta ruotavano come in una danza ad imbuto e le onde cominciavano a susseguirsi leste e sempre più rigonfie.L'infrangersi dell'acqua sulla sabbia aveva assunto un andamento costante,fragoroso
e prevedibile.Potevo contarne i rintocchi come fosse un orologio.Rimasi così ad osservare e a sentire,come persa anch'io in quel susseguirsi
di note,ora potenti ,ora volatili,ora stridenti.Avevo i brividi,sentivo freddo ma non riuscivo a scollarmi dalla finestra.Tutto il resto del mio tempo
mi sembrava inutile.Dovevo preparare le valigia ma mi limitai a tuffare tutto in disordine,per non perdere attimi di quello spettacolo,nell'inutile
ansioso ricreare uno spazio per gli indumenti puliti e per quelli usati.Eccola la tempesta era arrivata,proprio quando richiudevo la valigia,
pressando a forza il suo contenuto.La pioggia scendeva fragorosa e picchiava con forza sulla finestra,da lì a poco divenne grandine.
Un senso di sconforto mi attraversò il cuore e l'umido mi entrò nelle ossa.Provavo una strana sensazione,come di un tempo passato non goduto,non vissuto.Improvvisamente mi ritrovai a pensare a quante volte anche io avevo fatto i castelli di sabbia e a quante volte,in lacrime,avevo visto il mare distruggermeli.Era così che mi sentivo con l'arrivo di Settembre,come un castello di sabbia,in bilico tra la resistenza
e la perdizione.Non si distingueva piu' il cielo dal mare,tutto era avvolto in una coltre grigia e densa.Avevo preso la valigia,serrate le finestre,
accostate per bene le persiane,girata la chiave nella serratura della porta sovrastata da un piccolo gabbiano di ceramica,dai colori un pò opacizzati.Chiudevo alle mie spalle il tempo della mia infanzia.
Settembre testo di sarù
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