Piccola e graziosa sei te, mia città. Qui dove l'arsura dell'estate e il gelo dell'inverno ho odiato, da quando mi ci sono trasferito tre anni orsono, qui dove ho amato con occhi da paesano la tua università.
Delle tue vie mi sono innamorato, degli scorci incantevoli sul Ticino, dei locali dove spesso ho annegato il mio animo nella birra, del Duomo dove spesso ho aspettato...chi non è mai arrivato.
Mi son perso talvolta per le tue vie che conosco a memoria, altre volte ho guardato i collegi con ammirazione provandone disgusto. Te, oh mia città, dove quasi mai tira un po' d'aria, te, che in autunno sembri trovar nella pioggia un certo gusto.
Infine, la tua bellissima università, dove nei corridoi e nelle aule vi ho passato le ore, ho riso e scherzato, qualche volta invece mi sono pure disperato.
A te, dove sto passando gli anni più belli della mia giovinezza, a te, dove ho incontrato persone affascinanti, a te, dove ho seppellito molti rimpianti, a te, dedico questa poesia, oh Pavia.
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