Gentiluomo

scritto da NonEmozionemaSpasmo
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"Perchè tu sei un Gentiluomo... "
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Testo: Gentiluomo
di NonEmozionemaSpasmo

Gentiluomo

Le Foglie , non più belle , come quelle dell albero sotto il quale ci siamo baciati

marroni , gialle, rosse,compongono ritratti 

che non possiamo vedere

se non a pezzi , pezzi che già ci parlano di un inverno ormai alle porte

che parla di musiche che escono dagli archi e dai piani, maestose

che ci fanno danzare , placidi come le zanzare che durante l'estate popolavano il lago

dove mi hai accarezzata, dolcemente , con una mano , poderosa e al contempo leggiadra 

di Banchetti pantagruelici, luculliani, montani

saranno servite le bestie che tu avrai braccato , tremanti , nella neve.

è delizioso il prosciutto di cerbiatto che sto mangiando, che mangerò

le pappardelle al cinghiale , che mi macchiano il vestito 

descrivendo fantasie psichedeliche, di mani fredde e ruvide come l inverno

di coltelli, di metallo , di fucili

li sento abbaiare nella tormenta, li sento urlare

uomini e cani si confondono nella neve alta non so quando

e gli alberi incombono anche loro, minacciosi, mentre quei cinghiali

quei cervi , che si riunirono , in cerchio , tremanti, gli adulti quasi spavaldi 

come se sapessero cosa stava per succedere , in cerchio attorno ai piccoli

che durante l’ estate hanno giocato, spensierati, brucando l'erba più tenera

e ora anche loro tremanti , attendono il loro destino , 

che già conoscono

ineluttabile

anche se gli adulti cercano di non fargli vedere nulla

sarebbe stato indegno 

solo un mostro avrebbe potuto fare una cosa del genere e spargere il loro sangue nella neve 

in una tormenta di colpi

e ne conosco tanti che avrebbero potuto farlo

sarebbe stato veloce, un disgustoso atto di pietà

sono come te , come noi, ma si aggirano , quasi cercando di nascondersi

quasi come sussurri nella tormenta

Ma tu sei un gentiluomo 

e li colpisti uno ad uno

i cani e gli altri cacciatori dovevano solo non lasciarli fuggire

sei stato un angelo

della morte

non seppero mai chi li uccise

e non soffrirono il terrore del massacro

ma l ineluttabile certezza, dell’ impotenza

le foglie, stasera amore mio

schiacciate a terra da una pioggia prepotente , mi raccontano col loro odore

di acquitrini e un'esplosione di vita , ora ridotta alla morte

quasi sottomessa dall’ autunno, di insetti morti , e altri che si cibano dei loro cadaveri, portandoli in una prigione di terra

un groviglio di morte , di sangue, di sesso e peccato

che mi tocca e pervade ogni angolo della mia mente 

con mille mani , tante quante furono le tue

sul fiume , gli insetti pattinatori camminavano invano

mentre mi strappavi i vestiti, sotto la luna , dopo avermi strappato 

dal ballo dalla musica , dai canti e dalle parole di terrore

per rubarmi un bacio, ma le tue mani si fecero , dieci , cento , mille , milioni

sapevo che tutti mi stavano guardando , ma che erano ciechi

che tutti sentivano ma non potevano udire 

che tutti sapevano, ma erano occupati a bearsi del mio corpo nudo, mentre fingevano

di intrattenere discussioni e giochi da tavolo in una sfarzosa villa

ma in realtà non sono mai stati altro che insetti disgustosi

e ogni volta che mi toccavano che mi leccavano , che godevano col mio corpo

io venivo , come una cascata , di piacere 

e sentivo che non ero altro che una foglia , coperta di muffa 

un insetto, divorato da milioni di sguardi , e l'unica salvezza sarebbe stata , una prigione 

ma tu non volevi che la mia bellezza appassisse là

perchè io per te non ero, non sono altro che un gioiello nella tua collezione

mi sono trasformata per te fino a rendermi tanto bella e tanto insignificante, che mi regalerai come anello o collana alla prossima che corteggerai

tu non volevi che la mia vergogna mi facesse marcire

sarebbe stato orribile , saresti un uomo disgustoso

ma tu sei un Gentiluomo , è l'unica mano che ebbi addosso fù la tua

e solo tu mi penetrasti quella notte

l’ unica cosa che volevi non era il mio amore

era la mia anima

la volevo anche io 

ma tu sei stato più svelto

perchè alla fine siamo uguali

io ti avrei ucciso dopo e buttato in un pozzo , tra insetti e serpenti

ma tu avesti pietà di me

volesti solo il mio tormento e la mia vergogna

che proverò per ogni volta che ballerò con te per il resto della vita amore mio

perchè quella villa è un covo di mostri

ma tu sei un Gentiluomo.

Gentiluomo testo di NonEmozionemaSpasmo
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