DIALOGO TRA ME E UN CELLULARE

scritto da silmor
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Testo: DIALOGO TRA ME E UN CELLULARE
di silmor


DIALOGO TRA ME E UN CELLULARE

- “Sono fuori dal tunnellellelle del divertimentoooo”...ci sei...mi vuoi rispondere?

- Scusa ma ero abituato al vecchio drin drin...non so più riconoscere uno
squillo di telefono

- Sei rimasto indietro

- Può darsi, ma tu chi sei?

- Sono un cellulare palmares dell’ultima generazione

- E perchè hai chiamato proprio me?

- Nei rari momenti in cui il mio padrone non mi usa, cerco di convincere quelli come
te: sò che non hai ancora un cellulare, dicono che sei un vecchio conservatore, con
trario alle conquiste della tecnologia....

- Altolà, fermati un attimo sig. Palmares! Hai delle informazioni sbagliate sul
mio conto, non sono affatto contrario alla modernità

- Allora c’è l’hai il cellulare?..

- Nooo!

- Vedi?...Retrogrado!

- Sarà vero, ma io vivo bene lo stesso, anzi...

- Cosa vorresti insinuare...noi allora viviamo male?

- In un certo senso sì, anche se non ve ne rendete conto o fate semplice
mente finta di non saperlo

- Sei un pò troppo complicato amico, ti saluto, ciaooo!

- Ok Palmares ciao... anzi addio.

- “Voglio una vita spericolata, la voglio come Steve Mc Queen, la voglio piena di
guai”....ci sei ancora?

- Certo che ci sono, ma tu chi sei?

- Sono sempre Palmares...

- Un minuto fa avevi un’altra suoneria

- Normale no? La cambio ogni momento

- Proprio normale non direi...

- Insomma vuoi proprio litigare?

- Sbaglio o sei tu che mi hai richiamato? Io stavo bene anche da solo...

- Ok ok sorvoliamo, dai...

- Certo, sorvoliamo, ma...

- Ma?

- Non capisco la tua ostinazione, e quella di tutti i tuoi colleghi, nel cercare di
convincermi... non è che metto in crisi la vostra sicurezza? Il fatto che una
persona possa vivere, e comodamente, anche senza cellulare vi sconcerta,
vi spiazza. A meno che nel mio mancato ravvedimento non vedete altro che
la conferma dei vostri dubbi, delle vostre paure...

- Di quali paure parli?

- Dimmi, Palmares, il tuo padrone esce mai senza di te?

- Guai!!! Senza di me è perduto

- Vedi, lo stai ammettendo anche tu....

- Volevo dire che non esce mai senza di me, ormai è un’abitudine

- Va bene, va bene, diciamo che siete sempre insieme come due innamorati,
anche se devo dire che non ti tratta proprio con amore....

- Non è vero, ti sbagli, non è vero!!

- A no, non è vero? Adesso te lo dimostro, apri bene le orecchie...anzi le
antenne: prima di tutto, se proprio ti amasse, non ti cambierebbe ogni 6
mesi, non ti abbandonerebbe dopo aver preso il meglio di te; poi la tua
salute non gli sta troppo a cuore...

- Anche questo?

- Certo. Spiegami allora perchè ti mette sempre sotto carica, mai un minuto
di riposo, ti vuole sempre sveglio, giorno e notte, notte e giorno...e se ti
rifiuti di assecondarlo non aspetta nemmeno i sei mesi per cambiarti. Cosa
ne dici, caro mio Palmarino?

- Sei molto severo nei tuoi giudizi. Sì è vero, certe volte sono proprio stanco e vorrei
lasciarlo almeno per qualche ora...ma lo sai che io posso salvargli la vita?

- Ah! ah! ah!

- Che fai, ridi di me adesso?

- Non rido di te, ma del tuo padrone che è anche un bel bugiardo, prima con
te, poi con se stesso

- Sei sempre troppo esagerato e complichi le cose semplici...

- Dici? Io non trovo. Spiegami allora dove e quando gli salveresti la vita?
Al bar mentre beve un caffè? In coda in banca o al supermercato?
O piuttosto al ristorante, in chiesa, e persino a un funerale, non il suo ovviamente?
Ah certo, puoi anche salvargliela mentre è in ufficio tutto il giorno, cavolo, mentre va in palestra o al cinema...ma quanti posti pericolosi frequenta stò povero cristo? Lo vedi che razza di bugiardo è il tuo padrone? E’ un uomo normale come la maggiorparte, che frequenta posti normali, come la maggiorparte, che s’arrabbia se qualcuno viola la sua privacy, poi è lui il primo a spifferrare i suoi affari personali in giro. Non ti sembra che qualcosa non quadri?

- Veramente...mi hai confuso la memoria

- E adesso te la confondo di più: ammesso e concesso che tu possa salvargli la vita, dimmi a cosa gli serve un cellulare che fa anche le fotografie, o addirittura il video? Quando, gli potrai fare anche un caffè?

- Spiritoso...

- Piuttosto, secondo me, puoi rovinargliela la vita, altro che salvargliela!

- Mi sa che la tua è tutta gelosia, confessalo

- Possiamo sempre finirla qui allora, basta che chiudi.

- No, no...però mi hai rattristato un pochino

- Lo so, a nessuno piace scoprire di essere stato sopravvalutato. Uno ha una certa idea di sè stesso, poi viene a sapere che la realtà è diversa, lo capi-
sco. E la colpa stavolta è anche di quelli che fanno il mio lavoro, i pubblicitari, quelli che ti associano sempre a una bella donna, a un’auto lussuosa, a una villa megalattica...e via di seguito. E mai, dico, mai, a qualcuno che ha bisogno di essere veramente aiutato, realmente in pericolo di vita. Ma il tuo padrone non la ammetterebbe mai una cosa del genere, tu gli servi soltanto per le emergenze, dice lui... E intanto gioca tutto il giorno con la tastierina, con gli msm, con i tvb, scambiando barzellettte e cavolate simili. Devo continuare?

- Dammi una lametta che mi taglio la memoria

- Non fare così, in fondo io ti rispetto...

- Ma se è fino adesso che infierisci!

- Io ti rispetto proprio perchè ti uso poco. Sei un oggetto troppo prezioso perchè io possa banalizzarti a semplice tastiera, a semplice giochino, a semplice veicolo di messaggi inutili. E come tutte le cose preziose, ti uso con cognizione. Chissà...un giorno potresti salvarmi la vita...

- Perchè ti sei fermato, continua

- No, no, la mia vita non potresti salvarla mai...

- Come mai ne sei così certo?

- Perchè quel giorno, sicuramente, avrò dimenticato di caricarti la batteria.
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