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Scintille di vetro colorano
Un asfalto tormentato
da mille secoli
Di passi sospesi.
I pellegrini della gioia già hanno percorso
I sentieri del mondo,
Già hanno tracciato
I solchi stanchi che sporcano la storia.
MI insinuo tra le crepe splendenti,
Rapito da parole ignote,
E qui scorgo baluginii di vite fraterne,
Erose nelle sofferenze dell'attesa.
Li ammiro, poi li compiango,
Poi li odio, poi li compatisco,
Poi li rimpiango.
E ora vestito del giogo più umano,
Tedio anche io il suolo perfetto.
E la mia è la colpa più grande,
Perché nelle scie pallide
Mai seminerò carezze di poesia