E' una poesia di riflessione e non d'amore.
- Nota dell'autore Salvatore Armando Santoro
Testo: Il Piave mormorava di Salvatore Armando Santoro
Scorre il Piave, a Nervesa pianeggiante, ma il passato non potrà dimenticare quando misto al sangue rosseggiante impotente fluiva verso il mare. E trasportava tanti cadaveri d’alpini, insieme a migliaia di fanti massacrati per difendere in guerra quei confini che con la pace son stati cancellati. Penosa ovunque è la vita delle genti, di chi vuol vivere in pace col vicino costretto a subir gli intrighi dei potenti assetati del misero sangue contadino. E’ triste che la traccia d’un pennino su una carta, mi divida da un amico e, stabilisca, che quel mio vicino per legge diventi un mio nemico; e in nome e per conto del governo esser costretti ad una folle guerra, in trincea passar più d’un inverno per difendere quella stessa terra che insieme abbiamo sempre lavorato, dove il grano abbiamo un dì raccolto senza l’intralcio d’un filo spinato che la libertà di transito ci ha tolto. Oggi per legge di nuovo siamo amici: io una gamba sul Piave ci ho lasciato e il mio vicino ha perso, tra i nemici, i fanti che le figlie avean sposato. Ma la lezione non sembra mai servire! I morti stan lì, schierati nei sacrari, eppur qualcuno continua a costruire nuovi steccati per chiuder gli avversari. Ed in funzione di effimeri profitti si alimenta nei cuor l’antagonismo utile per fare esplodere i conflitti e far crescere l’odio ed il razzismo.
Il Piave mormorava testo di Salvatore Armando Santoro
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.