Cambi di rotta (sesta parte)

scritto da Benny B
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Benny B

Testo: Cambi di rotta (sesta parte)
di Benny B

“Buongiorno!” Silvia allaunga le braccia spalancando la finestra “Isa, non hai idea di quanto sia bello non essere svegliata da quel tuo maledetto cellulare”.
Anche lei e Nina hanno fatto fare dei bei tuffi ai loro telefoni. Siamo isolate e al sicuro, non c'è niente di più bello.
“Michelangelo sa sempre come farti stare meglio” biascica Nina stropicciandosi gli occhi. Accidenti, quanto ha ragione.
“Isa davvero...” gli occhi di Silvia mi guardano implotanti “non è troppo tardi, non devi per forza...”
“Andiamo in spiaggia” non li voglio nemmeno sentire questi discorsi, voglio solo godermi questi ultimi tre giorni.
Dopo un'abbondante colazione al chiringuito e una piacevolissima chiacchierata con Michelangelo ci stendiamo sugli asciugamani.
Sento ogni parte del corpo rilassarsi sotto il sole e abbandonarsi al suo calore. Una leggera brezza mi accarezza il viso e mi scivola tra i capelli.
È tutto perfetto; il mare è calmo, la sabbia è morbida, i cellulari non suonano...sorrido da sola e mi distendo ancora di più.
Chiudo gli occhi e sprofondo nei miei pensieri.
“Non devi, Isa, non devi...non devi, non devi farlo per forza...” la voce di Silvia mi rintrona nelle orecchie mentre percorro la navata di una chiesa con un vestiti da sposa stracciato.
Riccardo mi aspetta all'altare, è scuro in volto e sembra arrabbiato.
“Sposalo, sposalo, sposalo...” un sibilo che ha la voce di mia madre mi penetra nelle orecchie. Sento freddo, tremo, ma continuo a camminare per inerzia, le gambe si muovono da sole. Il collo mi pizzica, faccio per grattarmelo e sento una corda ruvida e spessa intorno ad esso. E più mi avvicino a Riccardo più la sentro stringersi. Voglio fermarmi, allontanarmi dall'altare, ma le gambe non mi danno retta, mi trascinano, io non voglio...tento di aggrapparmi a qualcosa, tutto mi sfugge...
“No!” grido.
Improvvisamente è scomparso tutto; la chiesa, il mio vestito rotto, il mazzo di fiori secchi che avevo in mano, Riccardo...mi accarezzo il collo e sento che è completamente libero, fatta eccezione per la collanina che porto sempre.
“Isa, che c'è?” chiedono le mie amiche preoccupate.
“Mi...Michelangelo...” balbetto con il respiro affannoso “voglio parlare con lui”

“Allora? Che vuol dire?” gli chiedo dopo aver finito di raccontargli il sogno. Siamo seduti su uno scoglio, sta a gambe incrociate e fissa l'orizzonte.
“C'è bisogno che te lo spieghi?” dice con amarezza “ti sei risposta da sola quando il sogno lo hai fatto”
“Ho paura, Michi” sento un groppone in gola “ho paura di...”
“Tutti abbiamo paura, tutti soffriamo, tutti siamo posti di fronte a scelte difficili...non sei l'unica, Isa” appena si gira verso di me abbasso lo sguardo. Non riesco a sostenere i suoi occhi adesso. “Tu sei l'unica che agisce per accontentare gli altri e non se stessa. Ti ricordi quella sera che ti ho chiesto tu cosa volevi fare davvero? Mi hai risposto che non ci avevi pensato. Che ne dici di iniziare a farlo adesso? Non sai cosa vuoi...ma ti sta rendendo conto di quello che non vuoi. Non vuoi vivere secondo uno schema, vuoi vivere cercando di capire chi sei, facendo quello che ti piace...stando con chi vuoi...” si morde un labbro “scusami, non dico queste cose perchè voglio averti qui adesso come allora, ma perchè penso davvero che tu...”
“Basta, non parlare” gli appggio con delicatezza le dita sulla bocca.
Sento le sue labbra morbide e devo fare uno sforzo sovrumano per non avvicinarmi e baciarlo come se non ci fosse un domani.
Restiamo così, pietrificati, occhi negli occhi. È tutto quello che possiamo fare, più di così non ci è concesso spingerci.
“Vieni qui” sussurra allargando le braccia.
È la sensazione più bella che abbia mai provato.
Il suo cuore che batte sotto il mio orecchio, le sue braccia intorno a me, la sua testa sulla mia.
Respiro il suo odore e mi sento a casa, sento che sono esattamente dove voglio essere.
Ha ragione, se fossi una persona coraggiosa dovrei riscrivere tutta la mia vita e lui dovrebbe essere il mio punto di partenza.
Ma è saggio lasciare tutta la stabilità che mi sono costruita per un ragazzo che, in fin dei conti, nemmeno conosco?
Il rapporto tra me e Riccardo è granitico perchè mi è stato vicino nei momenti di difficoltà, abbiamo affrontato tante cose insieme e lui conosce tutto del mio carattere, i miei pregi e soprattutto i miei difetti e mi ama nonostante tutto.
Michelangelo conosce solo il meglio di me e io conosco solo il meglio di lui.
Potremmo finire per non sopportarci più nel giro di poco...io così abituata al rigore, alla logica, al programmare; lui così libero e spensierato.
Meglio che resti un sogno, un ricordo nel quale rifugiarmi nei momenti tristi.
Mi accorgo che questi sono gli stessi ragionamenti che avevo fatto cinque anni fa.
“Mi ero innamorato di te” dice lui tutto d'un tratto “ho anche pensato di...”
“Di...?” lo incito.
“Di venirti a trovare durante le vacanze di Natale” c'è una punta di amarezza nella sua voce “avevo anche messo da parte i soldi facendo gli spettacoli di strip...ho iniziato da lì. Ma poi ho pensato che se avessi voluto provarci avresti quanto meno preso in considerazione l'idea di restare...ma eri così determinata...e io non volevo rovinare i tuoi piani.”
Sento gli occhi che mi si riempiono di lacrime.
Mentre lui pensava a risparmiare per venire da me, io mi fidanzavo con Riccardo e mi convincevo che già si stava scordando di me.
“Per favore” sussurro abbassando le palpebre “per favore non rendere tutto più difficile. Io devo partire venerdì, lo sai”
“Sì” annuisce “lo so”

...continua...
Cambi di rotta (sesta parte) testo di Benny B
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