Barbone

scritto da WeirdMachine
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo WeirdMachine

Testo: Barbone
di WeirdMachine

La mia barba è ciò che si palesa, di barba il mio nome è sporcato.
Cosa strana la mia barba, rara lunghezza vanta, scorre tra il mio viso e di impervia forma ne corrompe l'armonia. Eppure scalda, eppure protegge.
Da infante di mamma ebbi chi mi protesse, da infante del mondo adesso, anche di me stesso provo disprezzo. Ciò che disprezzo provoca, l'amore immanente scansa. Scalda, cresce, nutre, ma quando la barba cresce, l'amore decresce.
Barba proteggimi, ti aiuterò a crescere, io rimarrò infante tra il tuo caldo abbraccio da me stesso generato.
Tra le periferie dell'esistenza dei cuori della gente io baleno. Infrango logiche e giustifico fallimenti.
È colpa del mondo penso, mentre nel mondo albergo.
È colpa del sole dico, sdraiato al sole penso.
Vorrei volare, ma le ali costano troppo, quindi sto seduto.
La gente osserva dall'alto dei marciapiedi, ed io accolgo sguardi al di sotto degli sguardi.
Inquieta la gente inciampa tra la mia esistenza, ed il cuore della stessa increspa. Divento barbone del cuore di un altro, per caso, per immanenza. Di cuore in cuore barbone rimango.
Barboni, dispersi tra i cunicoli, compassione emanano, profumo di certo non fanno, sporchi delle periferie dell'esistenza e dell'odio sono puzzolenti.
In attesa di braccia aperte che difficilmente abbracceranno, ancora una volta barbone resto, tra i cuori della gente sotto il sole cocente, tra gli sguardi della neve tremante, di fronte un camino fumante, difronte ad un grido folgorante, accanto ad un sospiro, a braccia conserte, inerte.
Barbone testo di WeirdMachine
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