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Da la Bibbie la štorie è sempre huàle:
chijunque fa, a crìteche è suggette
da quille che nen fa e che nen vale.
Sarà l’ammidie che s’annide mpette?
Lu Re Davide à vinte lu gigante;
Madonne la paure de Golìe!
eppure d’amarezze à vište tante.
E po’ quelle che à fatte a Geremìe?
Oh! ’N cambie de lu bbene la galere
che isse à suppurtate nche pacinze!
Se penze a Sant’Ignazie n’pare vere:
cuntente a la prigione pe cuscinze
de fà servizie a Crište nche l’amore.
A chi nen sa che fà pecché gnurante
faceve aprì la mente e cchiù lu core;
ma tutte l’ome vište come sante.
E sempre chi fa bbene à da sapè
ca trove lu gnurante che dà pene.
Le sa che po succede da vidè?
La serpe ch’à llevate l’avvelene.
TRADUZIONE
Chi fa il bene deve sapere
Dalla Bibbia la storia è sempre uguale: / chiunque fa, a critiche è soggetto / da quello che non fa e che non vale. / Sarà l’invidia che s’annida in petto? //
Il Re Davide ha vinto il gigante; / Madonna la paura di Golia! / eppure d’ amarezze ha viste tante! / E poi quello fatto a Geremia? //
Oh! In cambio del bene la galera / che lui ha sopportato con pazienza! / Se penso a Sant’Ignazio non par vero: / contento in prigione per coscienza // di far servizio a Cristo con l’amore. /A chi non sa che fa perché ignorante / faceva aprir la mente e più il cuore; / ma tutti l’hanno visto come santo. //
E sempre chi fa bene ha da sapere / che trova l’ignorante che dà pena. / Lo sa che può succeder di vedere? / La serpe che ha allevato l’avvelena.