Repressione, tradotta nell'espressione del cibo come divo, un motivo sangue come vino, l'istinto protegge la foga che gioca con un corpo stremato speso usato dosato nell'azione programmata del lavoro solo desolato divorato; titolare del titolare del titolare, vasto lontano desertificato nell'animo dimenticato nascosto nelle idee che si mentono pur di indossare ancora sguardi per colorarsi, ma sentirsi volersi esser tanti sarà concezione, distrazione, costruzione di un nuovo muro pesato dal vento.