Mondo fallico, uomo sudicio
non c'è appello per nessuna corte
come mi salvo da questo processo?
come un giullare ballo
vano rompicapo, scogliere il cappio al collo.
Dentro la tempesta
corro senza scampo
in cerca di un lampo
che mi prenda in un colpo
per non farmi sentire
l'inevitabile confronto.
Sento una mano al collo
sento il fiato corto
l'ultimo respiro di un morto
come elisir, l'aria assaggio
ma all'improvviso mi accorgo
che è solo mio il braccio
vecchio straccio
di un randagio.
Del mio corpo logoro
decoro le ultime crepe con l'oro
cosi da non sentirmi
più corrotto.
Penso sia la fine
ma mi accorgo
che è l'inizio di un nuovo viaggio...
© Copyright 2026 Emanuele Barlatti KY