Gli occhi inciampano
in frammenti di ametista.
Vedo
timide viole guardarmi
da un verde fazzoletto,
isole
in un mare d’asfalto.
Respiro la fragranza
e mi perdo tra il bucato
della nonna che le accarezza.
Nei ricordi
raccolgo l’allegro vociare,
che riscalda
di nuovo le mie guance.
Intreccio i minuscoli fiori
in una mia poesia,
parole mute
che brillano tra i capelli,
echi lontani
di risate condivise.
Coccolate
dagli ultimi raggi
diventano purpurei custodi
di ciò che resta
dei miei sogni.
Nicoletta
4 novembre 2026