Daniel Lapper era un normalissimo ragazzino di 16 anni che frequentava il liceo di Londra,i suoi voti non erano certo strabilianti ma neanche pessimi,aveva i suoi rituali come il famoso tè delle cinque o le partite a “Cluedo” il sabato pomeriggio.
Viveva in una piccola casina di periferia e tutte le mattine prendeva l’autobus per andare a scuola,ma quella mattina no!Era lunedì,il primo lunedì di vacanza dopo mesi di studio.
Si alzò verso le 7 e 30 scese in giardino e a gran polmoni respirò l’aria di libertà,la fresca aria mattutina penetrò nei suoi polmoni e Daniel ebbe un brivido.
Questa stessa mattina alle 8 sarebbe andato da Victoria,la sua vicina da 14 anni,e poi sarebbero andati in biblioteca a comprare il nuovo libro delle avventure di “Nahia” la principessa elfica,avrebbero passato l’intera giornata leggendolo e poi avrebbero cenato insieme a casa di Daniel:Emily Lapper avrebbe preparato il suo incredibile stufato di patate e William Lavorava da giorni sui Muffin al ribes.
Daniel rientrò in casa,aprì la nuova confezione di corn flakes,li versò nel vasetto di yogurt al malto e li mangiò guardando la tv.
Fece la doccia,si vestì e corse a casa dell’amica.
Victoria Sinogri era la sua migliore amica.
Aveva 17 anni e origini italiane:suo padre,Giacomo Sinogri,era un illustre ricercatore Fiorentino,mentre sua madre,Martha Hammond era una pittrice di stanford;i due si erano conosciuti quando lei,ormai orfana,decise di partire per l’Italia per studiare la bellezza del paese.
Martha sapeva parlare correttamente inglese e italiano ma il primo incontro fu strano:La giovane diciannovenne fermò l’ormai trentenne Giacomo che allora conosceva solo pochissimo inglese e naturalmente l’italiano.
-Do you speak english?- chiese Martha fermando un uomo robusto sul ponte vecchio.
-Non so uell-rispose lui sforsandosi il più possibile nel ricordarsi gli insegnamenti della professoressa d’inglese del liceo.
-Ah ok…Can you tell me the way for”Uffizi” museum?-Si divertiva troppo a vedere quel povero ragazzo che parlava un inglese assai peggiore di quello americano.
-Eh cazz…-Aveva capito Uffizi ma non capiva che cosa volesse,era ormai sera e il museo era chiuso.
-Go fin the end of the bridgge e go destra...mo’ come se dice destra...left!!yes!!go and left!-
-Magari right...-rispose lei ridendo..
E così i 2 si erano conosciuti,erano andati a cena e da lì era nato l’amore..e victoria.
Ormai sua madre era morta..leucemia,Victoria sembrava non soffrirne,voleva fare la dura,ma Daniel sapeva benissimo che Victoria era sensibilissima.Viveva col padre(che nel frattempo aveva imparato l’inglese) che però era spesso fuori per lavoro e quindi era abbastanza libera:andava ovunque correndo o andando in bicicletta,adorava il rugby e faceva i rutti…insomma l’amica ideale per ogni maschio.
Daniel suonò il campanello della piccola casetta a mattoncini.
-è aperto!-rispose victoria da dentro.
Quando entrò vide l’amica in reggiseno e mutande che correva per casa come una matta,saltando, ascoltando l’mp3 e sistemando ora una rivista,ora un bicchiere..
Aveva un fisico bellissimo:Daniel le diceva sempre che avrebbe potuto fare la modella:non aveva un filo di cellulite,era nel peso forma ideale e aveva un corpo da far invidia a ogni modella…poi con quei grandi occhi verdi come l’erba e quel sorriso perfetto sarebbe stata fantastica..Daniel ogni tanto immaginava di trovare Kiki,così amava soprannominarla, su un cartellone pubblicitario..
Aveva pure il carattere adatto:sfrontata,arrogante,buffa e assolutamente sarcastica.
A Daniel però non era mai piaciuta e comunque non credeva di essere alla sua portata.
Per un ragazzo come lui pretendere di stare con una come lei era come uno zoppo che voleva superare il record del mondo di velocità su pista.
E poi comunque a lei non interessavano certe cose…Preferiva passare i pomeriggi a leggere,a guardare film con Daniel a scrivere o disegnare..Proprio come sua madre.
-oh sei tu….Ciao Daniel,sono quasi pronta!Se vuoi in frigo c’è l’aranciata..io vado su in camera vestirmi-Disse lei come se non si aspettasse la sua visita.
Dopo neanche 5 minuti era scesa giù con una t-shirt rossa a pallini bianchi e quella gonna in jeans che lui odiava..
-andiamo-disse lei spingendolo fuori.
-Ma non chiudi casa?!-disse Daniel cercando di frenare la poderosa spinta della ragazza.
-uh già!!Le chiavi!-corse dentro prese le chiavi.uscirono e lei chiuse la porta di legno che dava accesso alla veranda.
-Allora,il tuo libro?-disse lei mentre si aggiustava i lunghi capelli biondi fuori dal giacchetto-sono sempre la protagonista?-
-bé..diciamo che lo eri prima di morire…-rispose lui ridendo.
-che scemo!!!…chi arriva ultimo alla biblioteca è Rebecca o’sallivan!-disse victoria e immediatamente si lanciò con uno scatto felino in avanti.
-Non vale!!Sei partita prima!!-
I due arrivarono davanti al grande edificio barocco tutti sudati e col fiatone.
C’era fila immensa,evidentemente non erano stati gli unici che erano partiti presto per comprare l’attesissimo ultimo capitolo di “Nahia”.
-seguimi-Disse Victoria a daniel.
Tenendolo per mano lo trascinò nel retro della libreria-non c’è niente!-disse lui.
-zitto..piuttosto aiutami a spostare questo bidone dell’immondizia..-
-te lo puoi anche scordare mia cara!non toccherò questo schifo per nulla al mondo!-
Victoria lo odiava quando faceva così!Metteva in risalto quanto Daniel alle volte fosse una femminuccia fifona come quelle della sua classe che durante l’ora di biologia urlavano al solo pensiero di toccare una rana o una lucertola,mentre rincorrere rane e lucertole era il suo passatempo preferito.
La ragazza si avvicinò e iniziò a guardarlo in maniera seducente..erano faccia a faccia,lei prese la mano del ragazzo e l’accomodò sul suo seno poi avvicinandosi si strusciò a lui con fare malizioso..Daniel pensava e sperava che lei lo baciasse ma Kiki lò guardò e gli sussurrò nell’orecchio-Allora?!vuoi darmi questa mano o no?-
Daniel porse l’altra mano..quella non impegnata..
-non quella mano stupido!!Aiutami a spostare questo bidone!-disse lei allontanandosi mentre si sistemava i capelli con un elastico.
-Guarda che l’avrei fatto anche per meno!-rispose lui mentre portavano il cassonetto dal lato opposto dello stretto vicoletto.
Nel muro vi era una porta piccolissima in legno nero e sembrava che stesse per cadere a pezzi da un momento all’altro.
-Che diavolo è??-Chiese Daniel con un misto di stupore e eccitazione.
-è la porta retro dello sgabuzzino dietro al bagno-
-Quello sgabuzzino??E te speri che io entri la dentro??Tu sei pazza…io la non ci metto piede..Le sai le storie che si raccontano!piuttosto,io torno in fila!-
-Daniel,secondo te è possibile che miss Milford:vecchia,secca,bibliotecaria possa essere una spietata assassina che fa a pezzi le sue vittime e la nasconde in uno stupido sgabuzzino??-
-Ti sei scordata pazza!!-
-Solo perché quando eri piccolo ti fissò una giornata intera ridendo?Io lo faccio per settimane…-
-cosa?-chiese lui stupito
-Fissarti e ridere…. Comunque chissà quella povera donna per chi ti ha scambiato..-rispose Victoria sbuffando.
-Magari per una delle sue vittime..-rispose lui imbronciandosi.
-Daniel…non costringermi a fare quello che ho fatto prima…su..vieni da bravo..-
-sono molto tentato a non entrare…-
-Prova a non venire e ti stacco le orecchine a morsi lenti e dolorosi…CAMMINA!-
Daniel terrorizzato la seguì,sapeva che se ne sarebbe amaramente pentito,ma forse se ne sarebbe pentito di più non entrando..Sapeva che se Victoria diceva qualcosa era capace di farlo veramente.
Una volta,qualche anno prima,Victoria aveva un libro con racconti per bambini al quale teneva tantissimo e giurò che chi lo avrebbe toccato se ne sarebbe amaramente pentito:Questo lo disse durante la ricreazione del primo giorno del primo anno delle medie.
Purtroppo nessuno conosceva Victoria e così un bambino di nome Matt Choffield e la sua banda presero il libro della ragazza e decisero che era ora di fargli fare un viaggio nelle fogne.
Finita la ricreazione qualche sconsiderato avvertì Victoria del fatto.
Lei sembrò prenderla bene,ma lo stesso pomeriggio andò a casa di Matt,sapendo che lui aveva l’allenamento di calcio,entrò di soppiatto in camera sua e gli strappò tutti i libri,eccetto che quelli scolastici,ma sapeva che a Matt dei libri non importava molto quindi stracciò i suoi poster sul calcio in tanti piccoli pezzi:alcuni li sparse per la casa mentre con altri scrisse sul pavimento”VENDETTA”.
Non contenta andò in cucina e s’ingozzò di tutti i dolcetti sapendo che la madre di Matt avrebbe dato la colpa a lui non sospettando certo di lei dal momento che non la conosceva.
Da quell’esperienza Victoria ottenne un gran mal di pancia ma Matt Choffield da quel giorno ha sempre portato rispetto a Victoria come a sua madre.
Nessuno dei due entrando notò i segni di graffi a sinistra della porta e le lettere incise sopra lo stipite di essa:”Haikai konè Drabasia,u’ic na yuttrew^mn’sa povve”
La stanza era completamente buia ma Victoria tirò fuori dalla borsa una torcia e l’accese.
Non sembrava un normale sgabuzzino infatti non vi erano né scope né mensole era solo una stanza circolare senza porte se non quella d’entrata.
Le pareti erano fatte di enormi blocchi di pietra come quelle dei castelli medioevali.
Non c’era assolutamente nulla.Il pavimento di legnò cigolò sotto i piedi di Victoria che avanzava-strano- disse –fino a ieri c’erano decine di mensole e scope e qua-disse toccando la parete alla sua destra-qua c’era un a porta marrone che dava accesso all’antibagno..E le pareti non erano così..erano di legno…e poi….e poi questa stanza non era circolare…-
-Magari abbiamo sbagliato porta,dai uscia…-Daniel s’interruppe guardandosi attorno.
-Dicevi Daniel?-Rispose Victoria guardando attentamente la parete dove ci doveva essere la porta marrone-Daniel che è….-si girò.
-o mio Dio!-urlò Victoria-è uno scherzo!Dai Daniel qual è il trucco?!-disse Victoria nevroticamente-Dov’è??Dov’è la porta da dove siamo entrati??-
CAPITOLO 1 - DOV’è LA PORTA? testo di jacoscrat