A Didone

scritto da Llyn Wydden
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo Llyn Wydden

Testo: A Didone
di Llyn Wydden

L’argenteo chiarore lunare
profuma di orchidea questa notte
e illumina ancora le ceneri
della grande Cartagine,
e il suo passato mai obliviato
profuma d’eternità e di lacrime.
S’ode come l’eco di lamenti,
ma alle grida disperate
risponde il silenzio della carne,
che si tramuta in cenere
e nel vento sale cercando liberazione.
Gli occhi alla luna volge la donna
e le fiamme illuminano il suo crine.
E scopristi, Didone, regina del dolore,
quanta pace possa esservi nella morte?
Scendesti nell’Ade,
lasciando le giovani membra,
e qui ti ricongiungesti al tuo sposo Sicheo.
Quale fu il tuo ultimo pensiero da mortale,
mentre la spada che il tuo amante ti donò
ti penetrava, come egli stesso aveva fatto?
Pensasti al marito defunto,
pensasti alla fuga da Tiro,
pensasti al corpo di Enea,
o alla fredda grotta
ove i vostri corpi s’infiammarono?
Anna e Barce allontanasti da te,
e dopo il gelo del metallo che trapassò
la tua disperazione senza fine,
ti gettasti nel fuoco:
tu sacrificata a te stessa,
sacrificio che la disillusione
offrì alla cieca passione.
Le fiamme accarezzavano
la tua dolce pelle, Didone,
e ti possedevano
come avresti voluto che Enea facesse
una volta ancora.
A Didone testo di Llyn Wydden
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