comunità web

scritto da lia
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di lia
li
Autore del testo lia

Testo: comunità web
di lia

Ho guardato l'altra sera il programma di Piero Angela, ma ero in camera e come di frequente , finisco, molto presto, con l’abbandonarmi tra le avvolgenti braccia di Morfeo. Tuttavia quel poco che ho visto, mi è sembrato abbastanza interessante, e ha dato maggior forza alla mia opinione.
Siamo di fronte un dato da cui oggettivamente non è possibile prescindere, strettamente funzionale a soddisfare la curiosità, il desiderio di conoscere, di scoprire nuovi orizzonti; le sue applicazioni in svariati settori dell’attività umana hanno raggiunto livelli molto apprezzabili, impensabili fino a qualche decennio fa ; è altrettanto indiscutibile che si tratti di uno strumento dei nostri tempi che non va demonizzato, ma utilizzato, in quanto tale, nella giusta misura.
Mi convinco sempre più che questi nostri tempi particolarmente segnati dalla tecnologia ad alti livelli, stiano spingendo l’uomo, la sua più intima essenza a perdersi, e non basteranno tutti i gps del mondo a farlo ritrovare: la sua card interiore sta per smagnetizzarsi.
Si prenda ad esempio la comunichiazione via web, per carità è anche piacevole, è un modo per riempire alcuni spazi , ma non ha nulla a che vedere con il rapporto personale. Ci rapportiamo con l’altro con tutti i nostri sensi e la nostra mente e ci sentiamo eccitati, coinvolti quando incontrandoci i nostri sguardi si incrociano, quando godiamo della fragranza e del sapore dei nostri corpi, quando sfiorandoci avvertiamo quella linfa vitale che ci fa entrare in sintonia: nessuno tecnologia potrà mai sostituirsi alla nostra mente. Quali le frontiere: sono certa intanto che solamente alla fine di grandi processi storico/sociali si riesca a determinare quella gerarchia di valori/ disvalori che ne sono conseguiti. Riporto un interessantissimo passo B. Russell:
Gli uomini temono il pensiero come null’altro al mondo, lo temono
più della rovina, persino più della morte.
Il pensiero è sovversivo e rivoluzionario, distruttivo e terribile;
il pensiero è spietato col privilegio,
con le istituzioni stabilite e con le consuetudini confortevoli;
il pensiero è anarchico e non conosce legge, è indifferente all’autorità,
incurante della collaudata saggezza dell’età.
Il pensiero getta lo sguardo nel baratro dell’inferno e non se ne spaventa.
Vede l’uomo, puntolino evanescente, circondato da insondabili profondità di silenzio; ciononostante si comporta orgogliosamente,
impassibile quasi fosse il signore dell’universo.
Il pensiero è grande, rapido, libero, è la luce del mondo e la gloria suprema dell’uomo.
E' sorprendente quanto la natura sia grandiosa ed insieme entusiasmante.LIA
comunità web testo di lia
0