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Non amo più un secondo
delle nostre telefonate,
che non ci vada bene più nulla è fattuale
ho male alle gengive e se ti baciassi
contraddirei il me stesso di ieri,
ho tagliato la barba perché
so che così ti piaccio di meno
un tentativo di illudermi che sarà
un addio più sereno
Lui,
era più bello in ospedale ,angelo per tre quarti
di quando la notte, ubriaco, veniva a bussarti
e tu non sai quanto e perché per lui pregasti
forse era il vero amore ed io un succedaneo
poi si riprese e da me,tornasti
L’abbaglio gigantesco:
aspettarti
Dopo altro tempo
dopo altre password
dimenticate
un’altro mal di testa con aura
presagi sull’estate
Quante estati dopo quella? nessuna
Tu eri diversa ,le nevrosi riaffioravano ogni tanto
ma eri bravissima a nasconderle bevendo,ballando
Io ero più magro,meno calvo ed il caldo
mi deossigenava il senso razionale
in un’estasi totale
E il primo freddo adesso mi devasta le mani
siamo più belli
quando siamo più lontani