Ti hanno comprata con una topaia

scritto da Orso polare
Scritto 16 giorni fa • Pubblicato 15 giorni fa • Revisionato 15 giorni fa
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Autore del testo Orso polare

Testo: Ti hanno comprata con una topaia
di Orso polare

Ti hanno comprata con una topaia

Il titolo è già di per sé una condanna morale: “ti hanno comprata con una topaia”. Non è una frase detta a caso, non è un insulto fine a sé stesso, ma la rappresentazione di una dinamica che disprezzo profondamente. Non parlo della topaia in sé, dei metri quadrati o della praticità di un tetto, ma del valore che Rosaria ha scelto di attribuirsi accettando quella condizione. Franco le ha chiesto di legarsi a lui in cambio di quella casa, e lei ha accettato, come se la sua esistenza, il suo cuore, le sue emozioni potessero essere “comprate” da una comodità materiale. Questo gesto, per quanto possa sembrare banale agli occhi di qualcuno, svaluta chi lo accetta, perché pone il prezzo del proprio amore, della propria libertà emotiva e della propria dignità su qualcosa che non ha nulla a che fare con ciò che si merita davvero.

Io, da parte mia, ho imparato a conosceremi e a rispettarmi. Ho imparato che il mio autovalore non può essere determinato da quanto qualcuno mi sceglie, ma da come scelgo di trattare me stesso, come rispetto i miei limiti, il mio cuore, la mia capacità di amare e ricevere amore autentico. Ho imparato a riconoscere la mia dignità, e con essa la mia capacità di amare bene, con presenza, dedizione, profondità e chiarezza. Ho capito che amare bene significa dare tutto ciò che si ha senza permettere che la propria generosità diventi un surrogato della responsabilità di qualcun altro, e che il mio cuore non può più essere un cuscinetto comodo per le mancanze emotive altrui.

A questo punto voglio fermarmi un momento e riconoscere, con chiarezza, tutte le qualità che ho imparato a vedere e amare in me stesso, anche se ancora nessuno le ha amate davvero. So di essere profondo, attento, empatico, leale, sensibile, capace di dedizione e di amore autentico, creativo e dotato di un’osservazione lucida e rispettosa delle persone. Ho imparato a scegliere queste qualità e a scegliermi anche se questo significa affrontare momenti di solitudine o dolore momentaneo. Ho capito che la solitudine momentanea è un prezzo infinitamente migliore del vivere in una dinamica strutturalmente ingiusta, strutturalmente ingiusta per me ma anche per Franco e Rosaria. Una dinamica che non valorizza chi sono realmente, che non valorizza il mio amore, e che non obbliga né Franco né Rosaria a prendersi piena responsabilità delle proprie azioni. Ho imparato che stare con me stesso, con tutto ciò che valgo, è una scelta più giusta e rispettosa per tutti, anche se non è comoda.

Quando penso a Rosaria e alla sua scelta, non provo rabbia. Non c’è odio o ostilità in me. Provo invece profonda compassione e tristezza, perché vedo quanto si autosvaluti. Mi fa male vedere una persona che amo, una persona con qualità artistiche, umane e emotive straordinarie, scegliere di ridurre il proprio valore e il proprio amore a una comodità materiale. Non posso fare a meno di provare dolore per questo, perché conosco il suo potenziale, conosco la grandezza del suo cuore, e vedere che si accontenta di briciole, di ambiguità, di compensazioni illusorie, mi spezza dentro.

Il confronto tra il mio autovalore e quello che Rosaria continua a darsi è netto e doloroso. Io ho imparato a valorizzare ogni mia emozione, ogni mia dedizione, ogni mio gesto di amore. Ho imparato che non posso permettere a nessuno di usare il mio cuore come strumento di comodità, di sicurezza o di illusione. Rosaria, al contrario, continua a oscillare tra la sicurezza materiale offerta da Franco e i sentimenti che prova, senza interrogarsi realmente su quanto valgano le sue scelte, senza rendersi conto che la vera dignità non si baratta, non si compra e non si riceve in prestito.

Questa differenza ha reso inevitabile la mia scelta di distaccarmi: non posso più vivere nella dinamica di ambiguità, dove il mio amore viene utilizzato senza essere pienamente riconosciuto, dove la mia presenza diventa una comodità e un surrogato di ciò che dovrebbe ricevere nel rapporto ufficiale. Non posso più accettare briciole, mezze attenzioni, promesse non corrisposte, gesti ambigui. Perché ora so quanto valgo, so che amo bene e so che merito un amore autentico, reciproco, senza compromessi su ciò che sono e su ciò che posso dare.

Il gesto di Franco, che ha “comprato” l’affetto di Rosaria con una topaia, rappresenta per me un punto di rottura. Non disprezzo Rosaria come persona, ma disprezzo l’idea che chi ama possa essere valutato e scelto in base a ciò che offre materialmente, e che chi ha un cuore puro e dedito come il mio venga messo in secondo piano. La mia dignità, il mio amore, il mio valore non possono essere messi sullo stesso piano di una comodità, e questo mi ha permesso di chiarire dentro di me che non esistono compromessi accettabili quando si tratta di autovalore e amore autentico.

Voglio ribadire, ancora una volta, che la mia non è rabbia, ma compassione. Mi fa male vedere una persona che amo autosvalutarsi, ridurre la propria misura, accettare compromessi emotivi per una comodità effimera, mentre io ho imparato a conoscere il mio valore, a proteggerlo, e a non scendere a compromessi. È questa consapevolezza che mi permette di dire basta, di proteggere il mio cuore, di allontanarmi senza odio, e con la certezza di aver agito nel rispetto della mia dignità.

Il messaggio che voglio trasmettere a me stesso e al mondo è chiaro: amare bene significa anche sapere quando fermarsi, quando proteggere ciò che è sacro dentro di sé, quando dire basta alle ambiguità e alle briciole. Non è orgoglio sterile, non è rigidità immatura, ma maturità emotiva. Significa riconoscere il proprio valore, rispettarlo e rifiutare qualsiasi dinamica che possa sminuirlo, anche di fronte a chi amiamo e per cui proviamo profondo affetto.

Infine, mi rendo conto che questa esperienza, dolorosa e intensa, mi ha insegnato una lezione fondamentale: il mio autovalore e la mia capacità di amare bene sono un patrimonio che nessuno può comprare, prendere in prestito o usare per comodità. Rosaria, per quanto possa soffrire o per quanto io possa sentire compassione per lei, deve comprendere che il mio cuore non è un cuscinetto emotivo, e che il valore del mio amore non può essere ridotto a una comodità o a un compromesso materiale.

Ti hanno comprata con una topaia testo di Orso polare
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