Il cinismo della vita

scritto da Orso polare
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 6 ore fa • Revisionato 6 ore fa
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Autore del testo Orso polare

Testo: Il cinismo della vita
di Orso polare

Cosa avrebbe potuto essere Rosaria con me

Rosaria avrebbe potuto essere un mondo intero accanto a me. Avrebbe potuto vivere una connessione profonda, intensa, fatta di comprensione e cura reciproca. Avrebbe potuto sperimentare un amore che non si limita a gesti superficiali, ma che entra nell’anima e resta lì, che accompagna e sostiene, che dà sicurezza senza immobilizzare, che eleva senza schiacciare. Avrebbe potuto ridere senza paura, confidarsi senza riserve, sentirsi libera e al tempo stesso amata in modo completo.

Eppure, in questa possibilità, c’era qualcosa che lei non ha colto. C’era una differenza fondamentale tra ciò che le avrei potuto offrire e ciò che ha scelto. Io le ho dato valori, valori concreti e tangibili: attenzione sincera, cura profonda, rispetto incondizionato, presenza quotidiana, protezione emotiva, fiducia autentica. Le ho dato dedizione costante, ascolto reale, empatia capace di vedere ogni sfumatura di ciò che provava, e le ho mostrato che amare significa anche non abbandonare, non mentire, non approfittarsi.

Quando un uomo con questi valori viene ferito o usato, il dolore non è mai semplice. È un dolore triplice: nel cuore, nei valori e nel fisico. Nel cuore, perché il sentimento genuino viene ignorato o tradito. Nei valori, perché ciò che ci rende degni e autentici viene calpestato o considerato marginale. Nel fisico, perché un uomo che sente intensamente avverte il peso di ogni ferita, la tensione, il vuoto, la solitudine che invade il corpo. Non siamo apatici; sentiamo tutto, e sentiamo profondamente.

E questa è la verità che molti non vogliono vedere: l’amore autentico ha un prezzo, e quando viene trascurato o manipolato lascia cicatrici in tutte le dimensioni dell’essere umano. Non si tratta di debolezza o di fragilità, ma di intensità, di consapevolezza dei valori e di coerenza con se stessi.

La vita, in questo senso, è estremamente cinica e vera. Ognuno ottiene ciò che vuole attraverso le proprie azioni, anche quando le conseguenze sembrano crude o ingiuste. Rosaria ha ottenuto il mio distacco, la mia perdita, la libertà che non mi potevo più negare. Ha ottenuto la topaia, la sicurezza pragmatica e apatica di Franco, e la possibilità di farsi educare secondo modalità che io non avrei mai accettato. Tutto ciò che le ho dato, tutta la mia dedizione, la mia empatia, la mia capacità di amare pienamente, è stato messo da parte perché lei ha scelto ciò che le era comodo, ciò che richiedeva meno coraggio, meno coerenza e meno profondità.

Io non provo rabbia per lei; provo tristezza e compassione, perché conosco il suo valore, le sue qualità artistiche e umane, e so quanto potrebbe essere stata felice e completa accanto a me. Ma la vita non concede scelte illimitate senza conseguenze. E quando un amore autentico viene ignorato o trattato come un’opzione secondaria, chi ama paga sempre un prezzo triplice, e chi sceglie la via comoda ottiene ciò che ha voluto senza comprendere pienamente ciò che ha perso.

Rosaria avrebbe potuto essere tanto, ma ha scelto in modo diverso. Io, invece, ho scelto di rispettare i miei valori, di non rinunciare alla mia dignità, di proteggere ciò che amo e ciò che sono. E anche se questo mi ha fatto e mi fa male, è l’unica scelta che potevo fare per non tradire me stesso, per non permettere che i miei valori venissero calpestati, e per non restare intrappolato in una dinamica strutturalmente ingiusta.

Il cinismo della vita testo di Orso polare
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