Racconto vermiglio

scritto da T. Pompili Casanova
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Testo: Racconto vermiglio
di T. Pompili Casanova

RACCONTO VERMIGLIO

Dai vortici di tramontana e neve
emerse a mani tese
che si faceva largo in mezzo all'uragano.
Candidi fiocchi su ribelli ciocche
che il vento gli schiaffeggiava contro il viso.
Gli occhi schermati da cristalli scuri
a fosche tinte truccavano il cammino.
Sembrava disperato
sembrava in fuga
sembrava alla ricerca d’una tregua.
Le nubi basse sulla cima
rendevano nebbioso l’orizzonte.
Le raffiche d’ostilità stizzose
piegavano il suo capo sui suoi stessi passi.
La visuale breve
l’inganno tesseva inesorabile.
Nel caso infelice
la svista fu nefasta.
Lo scontro fatale
di vermiglio tinse le vesti
ed il biancore infranse.
Una lama di ghiaccio
si conficcava sino in fondo nella carne
mentre lontana
nella valle
l’eco dolorosa d'un aiuto
debolmente si perdeva.
Poi tacque.
Fu così che tacque.
Dopo avere tanto detto inutilmente
convulsamente
di colpo tacque.
Poiché soccombere a volte
è una necessità di pace.
Sessant'anni di guerra sono troppi
per chiunque.
E dunque tacque
proprio quando dalla vetta
ne intravide un'altra
più ripida
più amara
più insidiosa.

Racconto vermiglio testo di T. Pompili Casanova
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