91-Poco

scritto da Iviola
Scritto 6 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
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Autore del testo Iviola

Testo: 91-Poco
di Iviola

L’ennesima vostra facies
Penati e Lari -- miei personali
che mi visitano all’alba scura

Questa volta un diverso approccio
un desiderio di dolcezza
di dirvelo, a entrambi 
cosa sia per me stato
vedervi contro al cielo
luminosi come dei sumeri
sul carro della gioia
trainato dalle mie incertezze
e frustati dalla comune incoscienza

Ve lo vorrei dire
cosa è stato per me 
imparare ad avere un corpo
e volergli bene e liberarmi
e sentirmi così viva
da rompere la buccia
da spaccare in due il baccello
da non tornare mai più la stessa

E lo so che ci si salva da soli
ma stamattina sono nel fazzoletto zuppo
tutti i miei profondi e commossi accenti:
questa mattina la vita è così densa
così splendidamente armoniosa
e bella e giusta e vibrante
che non ho potuto fare a meno
di dirvelo, tra me e me 
me ne vergognerei a voi
sarebbe sbagliatissimo, frainteso forse
e talmente limitato da non bastare
neanche per il milionesimo di ampere
della luce che mi accendeste

Non posso dire altro
tra il dolore e l’euforia
con l’entusiasmo di chi è sopravvissuto
e la vergogna di non saperlo celebrare
di non sentirmi solo grata e infinitamente accompagnata
perché non lo so fare
e stamattina mi limito a questo:
ve l’ho detto in sogno
e già lì 
era troppo poco.

91-Poco testo di Iviola
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