Sino al deserto e oltre
Tu sei in errore, le passioni non sono il motore del vivere, ma ne sono i maestri, quando l'uomo avrà superato tutte le sue passioni, si troverà a vivere nel mondo senza attaccamenti ed è allora che incomincerà a vivere davvero. Quel distacco che tu senti come morte, altro non è che un trampolino di lancio verso il vero vivere.
La grande porta del monastero si aprì e con sorpresa il piccolo Don Cioppo, venditore di passioni e fuochi, vide venirgli incontro una donna dai lunghissimi capelli.
Che tu sia il benvenuto, in questa umile dimora.
Disse la donna.
Sappi che la tua venuta non è causale, sono io che ti ho evocato. Mi sono rifugiata in questo luogo di solitudine, per rifuggire la mondana apparenza e alle sue ingannevoli figlie.
Del vivere ho assaggiato ogni amara pietanza e ho rinunciato a tutte le sue passioni, ma oggi che vivo nel completo distacco da ogni cosa, sento venir meno la mia volontà di vivere. Ti prego, la tua presenza possa riuscire a darmi di nuovo il fuoco della vita.
Dolce signora la strada percorsa non la conduca al pentimento, quella è la via che conduce al vivere.
Il piccolo uomo aprì la sua valigetta delle meraviglie, così come era solito chiamarla, che nello schiudersi materializzò una sorta di grande ruota, ogni lungo raggio terminava con una piccola protuberanza, a forma di minuscole boccettine, ed in ognuna scintillava un liquido di color diverso.
Quelli che vedi sono gli elisir dei fuochi del vivere. E’ giunto il momento di far girare la ruota, mi presti la tua gentile mano?
Un semplice e fugace tocco e la ruota prese a girare vorticosamente, e poi lentamente si fermò sotto lo sguardo trepidante di attesa della donna. Il piccolo uomo ne tirò fuori una boccettina con un liquido rossastro, dicendo:
Questo é l'elisir che riaccende il fuoco della passione amorosa, sappi che questo fuoco sa accendere brividi, e far nascere amori, ma sa anche nutrire gelosie ed insane passioni. Sei tu pronta ad affrontare tutto questo per riceve in cambio stimoli al vivere?
La donna fece un passo indietro, e con le mani tese in avanti in segno di protezione disse:
No, no, tienila lontana da me! Ho già avuto nel sangue questo fuoco, esso mi ha fatto ardere più del sole ma allo stesso tempo mi ha bruciato il cuore. Non voglio rivivere lo stesso calvario, tienila lontana da me!
Che sia. Sei una donna saggia e devo dartene atto, riprova a girare la ruota e vediamo cosa ne esce.
La donna rigirò di nuovo la ruota, e attese che si fermasse per la seconda volta. La ruota si fermò e stavolta Don Cioppo nel prendere la seconda bottiglina, storse un po' la bocca. La bottiglina conteneva un liquido verdastro, che il piccolo uomo identificò come l'elisir che riaccendeva la vanità.
La vanità preziosa gemma sulla corona di ogni donna, ma anche demone insaziabile che conduce alla cieca via. Ti senti capace di affrontare questa sfida e combatter in eterno per una preziosità che il tempo già da solo ti sottrarrà? In cambio avrai la passione che ne deriva, per andare avanti nel vivere.
Don Cioppo conosco anche questo fuoco, ma la vanità è uno specchio ingannevole, ti riempie la testa di sogni, e convince gli occhi a divorare altri occhi, affinché si possa trarne nutrimento per il proprio ego.
Ho già percorso questa angusta via, fino al giorno in cui, i miei occhi mi han mostrato che non tutto il raccolto era frutto di un benevole giudizio, l'offesa pugnalò a morte il mio spirito e nel dolore ne cambiai strada. Il fuoco della vanità quando colpisce rende la sua preda vittima della sua stessa vanità. Allontana da me questo altro amaro calice, ho patito molto per liberarmi dal suo veleno.
Donna i tuoi son concetti molto elevati, mi stupisci oltremodo difficilmente ebbi la fortuna di incontrare una donna ancora tanto giovane, ma tanto saggia. Prova a girare di nuovo la ruota, chissà che non esca un fuoco in grado di accenderti.
La donna girò la ruota per la terza volta, e al suo fermarsi il piccolo uomo ne trasse un altra bottiglina che conteneva un liquido bluastro.
Questo elisir ti ridarà il fuoco della competizione, esso una volta acceso brucerà ogni istante del tuo vivere. La competizione è un motore sempre acceso che ti fa correre velocemente verso le tutte le sfide del vivere. Ma ogni sfida accettata sarà una sfida contro te stessa, ogni fallimento sarà il fallimento del tuo io, ed ogni vittoria, una vittoria bevuta e rapidamente consumata. Una sete eterna divorerà il tuo io, ma in cambio avrai benzina per il tuo motore. Vuoi tu bruciare di questo fuoco per la tua intera esistenza?
Superai anche questo inganno, e con i miei occhi vidi il circolo vizioso ed eterno in cui la competizione mi aveva intrappolata. E capì che non era la via per giunger alla vera vita. Ti prego, ogni fuoco brucia più dei carboni ardenti, è possibile che nessuna passione possa condurre l'uomo verso una vita pacifica e serena, possibile che per vivere in pace l'uomo debba debellare tutte le sue passioni, che altro ci rimane. Vedi come sono ridotta, sono divenuta un manichino insensibile, niente mi da gioia, niente mi appartiene davvero, sono morta, sono morta, aiutami ad uscire da qui. Fallo per carità anche io figlia della vita, dammi una mano.
Disse piangendo la donna.
Tu sei in errore, le passioni non sono il motore del vivere, ma ne sono i maestri, quando l'uomo avrà superato tutte le sue passioni, si troverà a vivere nel mondo senza attaccamenti ed è allora che incomincerà a vivere davvero. Il distacco che tu senti, come morte della vita, altro non è che un trampolino di lancio verso il vero vivere. Ho capito, non serve che tu giri ancora la ruota, non troverai nessun elisir che ti possa infuocare, sei già passata attraverso molti fuochi del vivere ed ora sei stata consacrata. Dovrei avere da qualche parte una boccettina particolare, che usai una volta sola per un uomo speciale, che mi fece la tua stessa domanda, mi chiese di un motivo per vivere, non sentendo più attaccamento per alcuna cosa.
Ebbene per lui inaugurai la sacra boccettina della vita.
La sacra boccettina della vita? Dici?
Questo elisir non accende una passione in particolare, ma accende la passione di cui il tuo cuor ancora necessita per evolversi nella vita, tu oramai hai ben compreso che ogni passione umana altro non è che una lezione di vita, affinché l'uomo possa giungere sino alla verità. Prendi questo elisir, cosa hai da perdere, hai già affrontato con successo molti demoni.
L'elisir forse potrebbe risvegliarne altri che hai sottovalutato, ti accenderebbero per altri istanti ma se sei destinata a spegnerli tutti, li vedrai crollare miseramente sotto i colpi della tua spada.
Questo elisir è molto rischioso per chi ha ancora da sconfiggere molte passioni, perché potrebbe risvegliarle tutte insieme uccidendoti, ed infatti io non l'ho mai somministrato se non quella volta che ti dissi a quell'uomo speciale. Ma per chi avrà già superato le proprie passione l'elisir aprirà la porta del paradiso. E credo che anche stavolta non mi sbaglio, prendi questo elisir, e bevilo.
La donna prese l'elisir in fondo non aveva nulla da perdere, per giunger sin lì aveva grandemente sofferto, ed ora che aveva superato le sue passioni si era ritrovata in un mondo strano dove niente più aveva eco, tutto era insapore ogni cosa le appariva lontana.
L'elisir scese velocemente nel cuore della donna la quale dapprima sentì un calore pervaderla tutta, ed improvvisamente tutto tacque. Il suo silenzio interiore continuò a persistere, la donna guardò Don Cioppo e disse:
Non mi sembra sia accaduto niente. Mi sento allo stesso modo di prima.
E Don Cioppo sorridendo disse:
E' troppo presto per dirlo mia cara, dai il tempo alla passione di metter radice.
La donna passò qualche minuto a camminare avanti ed indietro nel monastero, e poi prese freneticamente a preparare la sua valigia, tanto che Don Cioppo le chiese sorpreso:
Che stai facendo?
Parto non c'è la faccio più a stare in questo posto, ho bisogno di colori di gente, di risa, di bambini. Voglio ritornare al vivere.
Poi si fermò un istante e guardando il piccolo uomo negli occhi, e quasi incredula all'eco delle sue parole che sol ora aveva realmente ascoltate, disse:
Che mi succede sono colma di gioia è ritornata in me la voglia di vivere, e tutti i sogni hanno ripreso a brillare, cosa succede!!!
E gli occhi le si riempirono di lacrime.
Niente mia bella signora, la vita ha trovato la sua via e ora scorre libera attraverso le tue vene, mai più nessuna insana passione tornerà a tormentarti è giunto il tempo per te di vivere la vera vita, in pochi son giunti alla tua consapevolezza si di esempio e presto vedrai in molti giungere attraverso la tua stessa via.
Ora vai non perder più tempo è giunto il momento di vivere e salutami i tuoi bambini.
Io non ho bambini!
Eheheheh la vita, la vita che bella cosa.
Disse Don Cioppo, mentre un sorrisetto birbante che gli illuminava il volto.
Tutto nasce, tutto cresce e niente muore. Va per la tua via donna felice e quando ti guarderai alle spalle ricorda che ogni passo compiuto nel dolore era un fiore che arricchiva il tuo immenso giardino.
Sino al deserto e oltre testo di Cleopa