L置omo invisibile

scritto da Patonsio
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo Patonsio

Testo: L置omo invisibile
di Patonsio

L置omo invisibile
(Romanza triste e � si teme � forse inconsolabile)

(Tracima sulla scena uno stuolo di angioletti grassocci e rubicondi, i quali iniziano a prender posto in semicerchio, e quando han finito di litigare per la disposizione, concertati da una celeste creatura della stessa stirpe, ma pi� pasciuta e ragguardevole, con fiato melodioso gorgheggiano:)
� Oh oh - hoo, oh oh � hoo, qui si canta oggi la storia di quel tristo non-eroe, met� uomo e met� niente, che di pene e sofferenze non si die� giammai per sazio... oh oh - hoo, oh oh � hoo...
(Dal pi� profondo buio appare un puntino di luce tenue, delicata, evanescente, che sar� bene identificare, d弛ra in avanti, come la: 天oce narrante�:)
� Chi mai non desider�, una volta nella vita, una sola volta almeno, d誕ver come suo compagno il divino e grato dono d弾clissarsi all誕ltrui vista? Di recarsi indisturbato col� dove egli potrebbe fare tutto ci� che vuole senza che la reprimenda o un divieto lo impedisca?
Beh, qualcuno forse s�, ma non certo il sottoscritto, che da quando appena nato inizi� a ricercare la sottil soddisfazione di passar inosservato agli sguardi dei parenti, familiari e tipi affini, trov� invece il triste veto e l誕ssenza d弛gne encomio per l弾sigua produzione � non del tutto scarsa, invero � di qualcerte deiezioni seminate ad un dipresso sotto i tavoli di casa e all段nterno del mobilio sufficiente ad occultarmi sol per pochi istanti, certo, ma felici e spensierati.
(Angioletti:)
� Il piccino gi� protesta: lui si vuole emancipare: non vuol esser disturbato quando ha da cachicchiare... oh oh - hoo, oh oh � hoo...
(Voce narrante:)
� Io volevo restar solo, farmi i fatti miei tranquillo, ma il divieto m段ncalzava, non lasciava a me l誕rbitrio (pi� che lecito, d誕ltronde) ch定 diritto ad ogni umano.
Come pu� un giovinetto, nell弾t� ch定 pi� ferace, crescer saldo forte e saggio, quando il mondo questi priva dell弾logio costruttivo? Io lo ignoro, e mai lo seppi, poverino me davvero� fatto sta che una mattina, non dovendo andare a scuola (dato che si celebrava il patrono cittadino), per dispetto, e un po� per giuoco, mi nascosi astutamente nella stanza a me proibita: la paterna biblioteca.
Era allora, il mio pap�, un severo professore di antiche e strane cose che capire non potevo, cos� piccolo e ignorante: tutti i nomi strampalati che leggevo fra le coste dei suoi libri allineati, molte volte ripetevan 套gia� e 套fia� nel finale dei lor titoli solenni, ma ce n弾rano, altrimenti, che recavan pure: 套zia�. Fui allora incuriosito di conoscere, potendo, una qualche mia parente di cui non sapevo ancora; ero infatti, a quell弾t�, di sicuro affascinato da quel mondo oscuro e vago degli amori ostacolati fra parenti 都tretti� e quindi la mia blanda comprensione dello scibile appropriato mi guid�, seduta stante, verso il libro misterioso.
Io pensavo di trovare qualche pagina 菟iccante�, od almeno qualche fatto che valesse, giustamente, l段nclemente inibizione, ma quel libro asseverava (chi poteva mai saperlo?), dalle prime righe gi�, la promessa sibillina d置n 田ontrollo superiore�.
(Angioletti:)
� Stai attento, piccolino... ch� la coda puoi bruciare... oh oh - hoo, oh oh � hoo... non � lecito sfogliare il librone magistrale... oh oh - hoo, oh oh � hoo...
(Voce narrante:)
� Cominciai con lo sfogliare quelle pagine ingiallite, butterate qua e l� dalle pustole del tempo. Vi trovai, per ogni foglio, dei disegni alquanto astrusi, ed oscure spiegazioni con parole in ritornello. Si diceva, per esempio, che bastava sol ripeter certi suoni pi� e pi� volte per chiamare da lontano gente morta da un bel p�; vi leggevo addirittura che si pu� spostar gli oggetti con la forza della mente; che si pu�, velocemente, attraverso il tempo andare. Ci capivo poco o nulla, tranne che per quella parte che pi� d誕ltre mi convinse come pu� una persona tramutare il suo sembiante in moltissime altre forme: con la forza del pensiero (riportava quel librone) si pu� accedere a risorse mai esplorate ed inaudite.
� 敵uarda guarda...� � io mi dissi � 砺uoi vedere allora che se � poi vero quel che � scritto, potrei andare a mio piacere... non veduto dalla gente? Se ripeto queste frasi che qui dice necessarie, io divento, per magia... un fantasma immateriale? Che sciocchezza � questa qua! Basterebbe, quindi, pare, con un paio di candele messe in questa posizione... recitare la preghiera... pari pari, com定 qui. Oh, ce n定 di cose strambe, se tu vai a vedere in giro! Questa, poi... le batte tutte! Mmh... ma ti immagini... per�..?�
Lasciai allora le facezie e i pensieri strani che mi turbavano il cervello assegnando loro stima di minchiate, o poco pi�: 鼎erto che, se si potesse... ma che vado mai a pensare... se pap� poi lo scoprisse...�. Rinserrai pertanto il libro nel suo posto regolare, e risolsi, un p� confuso, di far perdere mie tracce, rammentando a me per�... dove fosser le candele...
***
Ci tornai due giorni dopo, tutto preso dalla smania di trovare, infine, un punto che smentisse platealmente l段mpossibile faccenda. E per meglio dimostrare che non era che un inganno, mi portai, nascoste in tasca, due candele della mamma. Scoperchiai quel libro folle, imbastii la messinscena, recitai le due strofette l� disposte alla bisogna. Non accadde nulla, invero, senonch�, per la paura di venire l� scoperto, m誕ffrettai a cancellare ogni traccia del passaggio. Ma fu un forte mal di testa che mi spinse ad abbreviare l弾scursione clandestina: l� per l� pensai che fosse risultanza dello sgarro perpetrato in biblioteca, ed il senso della colpa tutta notte m段nsegu�.
L段ndomani al far del giorno, mi presento a colazione. Un p� pallido in realt�, ma non fa granch� stupore: ero anemico, a quel tempo, mingherlino e allampanato. Chiesi a mamma il mio panino con il burro e marmellata. Per risposta � ma tu guarda! � lei cercava me in tinello dove avevo il mio lettino, non scorgendo invece che (a due passi!) io stavo l�. Mi cercava, preoccupata, pur sentendo la mia voce; dichiar�, assai seccata, che lo scherzo era finito: � ォVieni, e sbrigati, monello! Sei in ritardo per la scuola. C定 in cucina la cartella, la merenda e il grembiulino..!サ
Poco dopo giunsi a scuola, installandomi al mio posto. Il maestro chiam� appello: quando fece il nome mio, io risposi come sempre. Si guard� allora in giro, sospettoso e un p� irritato, ripet� il mio nome ancora, ed alzai dunque la mano non spiegandomi perch� non vedesse il gesto mio. Lui fu secco e perentorio:
� ォNon mi piaccion questi scherzi! Lo credete divertente? Su, non fatemi arrabbiare. Che non si ripeta pi�!サ
Vergognandomi parecchio, io non seppi replicare: me ne stetti zitto e buono senza dire niente pi�.
Iniziai a capir qualcosa solamente un p� pi� tardi.
Il compagno mio di banco, come non fossi presente, scorreggi� senza pudore proprio verso il canto mio. 溺a che � pazzo?� � io mi chiesi, e bussai sulla sua spalla, e quel tipo originale si gir� verso di me. Strabuzz� gli occhietti intorno, come se non mi vedesse... Agitai quindi la mano come a dire: ォIo sto qua!サ. Quello, niente, sbigottiva. Pensai allora alle candele, alle frasi ripetute, al mio forte mal di testa. 天uoi vedere� � indi mi dissi � 田he quel tipo di magia ha davvero un弾fficacia..! minchia, cose... cose turche! Per davvero funzion�! �. Mi alzai allora in piedi agitando le mie braccia come fossi per chiamare qualchedun ch弾ra lontano. N� il maestro n� i compagni ravvisarono il mio gesto. Andai dietro la lavagna e fischiai da pecoraro, la qual cosa indispett� oltremodo il mio maestro, che il colpevole cerc�... per i banchi a lui dinanzi! Qual non fu la mia sorpresa nel vedermi trasformato in folletto birichino... un fantasma trasparente!
Ma un problema, tutto nuovo, in quel mentre si affacci�: come fare a ritornare come prima, lestamente?
(Angioletti:)
� Minchia minchia... cose turche! oh oh - hoo, oh oh � hoo... o si trova presto e bene il rimedio che conviene... o il nanetto trasparente non ritorna fra la gente... oh oh - hoo, oh oh � hoo...
(Voce narrante:)
� Tornai quindi presto a casa, aspettando con pazienza che qualcuno aprisse l置scio, s� che dentro m段nfilassi senza dare spiegazioni. Ritrovate le candele, recitai la cabaletta: non di pi� che un sol minuto mi bast� per rimpatriare nel mio corpo abituale, come che m誕vesser fatto uno spruzzo di pittura nuova in tutta la persona. Ma la gioia fu incompleta, dacch� la mia cara Tata, ritrovandosi di fronte proprio me all段mprovviso (dato che ancor non c弾ro solo un attimo dianzi), palesando la sorpresa si lasci� sfuggir di mano la zuppiera con il pranzo, che per terra rovin� con fracasso madornale. Nulla valsero le scuse con la mamma ed il pap�: ricevetti punizione esemplare d弛rdinanza.
***
Non bast� per� a frenare la mia brama di ricerca, sicch� in men che non si dica riprovai l弾sperimento.
Fu alla festa d置n compagno, dove feci gozzoviglia con le pizze e i salatini, finch� non ebbi l置rgenza di isolarmi in gabinetto, dove svolsi i miei bisogni e m誕pprestai all弛razione (con me avevo, manco a dirlo, le candele portentose...). Ritornato che fui spettro, io mi accinsi a venir fuori per spiare un p� qua un p� l� a mio uso e godimento, sicch� feci per uscire, ma una mano gi� afferrava la maniglia della porta: entr� dentro immantinente affannata una parente brutta e vecchia del mio amico, che credendosi non vista, di� di piglio a una rassegna di sospiri sforzi e ragli, concentrata sulla tazza. Non vi dico l段mbarazzo che subii in virt� del fatto che la detta zitellona sospirava a pi� non posso dopo ogni turpe tonfo; bestemmiava a profusione per produrne di novelli; scaracchiava nella vasca (rugumando oscenamente come in guisa di pignatta ribollente di frattaglie) per gli sforzi sostenuti, concludendo ad ogni strofa con ォGes�, Ges�, Ges�...サ.
***
Gi� valeva forse questo a stroncare i miei bollori, ma si sa che l弾t� verde non � buona consigliera: volli ancora qualche volta cimentare la perizia.
Fu cos� che mi recai (per un altro tentativo) a vedere un nuovo film che si dava gi� in citt�. Entrai gratis, ovviamente, tutto fiero e assai contento di scroccare la visione. La pellicola scorreva, quando venne una signora 杜olto in carne�, in verit�, che si scelse come posto quello dove io sedevo. Si accasci� sulla poltrona valutandola per vuota, e schiacci� a me gli intestini e lo sterno, in un baleno. Io gemetti dal dolore e per il soffocamento, quella intese un che di 都trano� e grid� diffusamente. Fu il bailamme, in un istante. Accorreva il bigliettaio, il padrone con i figli, i cognati ed i nipoti. Poco ci manc� davvero che finisse a quarantotto. Ritornai pesto e malconcio ad usare le candele maledette e sventurate promettendo che in futuro io le avrei ignorate ormai: respiravo con fatica ed il danno corporale era niente in paragone a spavento, fifa, angoscia che provai nell弛ccasione.
***
Lasciai star, per qualche tempo, le candele sciagurate e la lor magia nefasta.
*
*
*
Ero gi� un bel giovanotto quando entrai, per caso, un giorno, in un誕genzia di viaggi. Belle foto, panorami favolosi e straordinari, gran vedute e prospettive, strepitosi luoghi e assolati territori leggendari. 鄭h, che voglia!� � pensai allora, ed un vago struggimento m段nfiamm� la fantasia.
Ci pensavo troppo spesso, non dormendo pi� la notte per la smania, certe volte. Agli amici raccontavo ogni ebbrezza di quei posti che sol nella mia impazienza conoscevo in lungo e in largo.
Studiai a fondo la questione: alla prima idonea data io potevo, a questo punto, preparare i miei bagagli (e cio� uno spazzolino, fazzoletto per il naso, il cronometro da polso ed un p� di sigarette...) e partire alla ventura per scoprire i nuovi mondi... tranne che per un dettaglio... fastidioso anzichen�: le finanze mie d誕llora permettevano soltanto di recarmi al tabaccaio e acquistare giusto un paio di pacchetti di 鼎am鑞l �.
(Angioletti � ormai fuori riga, disordinati. Chi sbocconcella un panino, chi rosica le unghie, chi si netta gli spazi infra-dito dei piedi:)
� Oh oh - hoo, oh oh � hoo... Le Mabb�ro , le Mabb�ro, lui vorrebbe le Mabb�: non c檀a i soldi per comprarle, quindi succhia le 鼎am鑞l�..! Oh oh - hoo, oh oh � hoo...
(Voce narrante)
� Mi veniva lo sconforto a pensar che chiss� quando, me meschino, avrei potuto guadagnarmi la vacanza. Disperavo di raggiunger quell段gnota e degna meta, ma ad un tratto mi sovvenne dei peccati giovanili. Era omai passato tempo dalle mie disavventure procurate per virt� di magia mal governata, e 天uoi vedere� � argomentai � 田he adesso, che son grande, io sar� capace infine di imbroccare la via giusta, senza danno pi� per me? �.
Riacchiappai quelle candele segregate su in soffitta. Ero molto emozionato nel tentare ancor la sorte...
Come fu, come non fu, quando venne l弛ccasione che una nave da crociera attracc� un bel giorno al porto, m段nfilai da clandestino accodandomi ad un gruppo di turisti sbevazzoni. Alloggiatomi per bene presi parte ai lor festini, divertendomi un bel p�: non riuscivano a capire come mai i beveraggi scomparissero di mano, chi di loro, screanzato, desse pizzichi al pop�, come mai i manicaretti scomparissero in un fiat, chi cambiasse il dentifricio col cerotto delle scarpe, e tant誕ltre bagattelle inventate l� per l�.
Fu assai lieto quel tragitto! Quanti posti visitammo! Quante terre sconosciute a saziare gli occhi miei!
E arriv� infine il giorno che sbarcammo con le lance su una spiaggia tropicale. Qual non fu la meraviglia nel vedermi intorno un mondo mai neanche immaginato! Quelle acque, quei colori... frastornavano le idee. Era come aver varcato le colonne a Gibilterra , come aver diretto Argo nella Colchide remota, come entrare dentro un libro di quel tale... Giulio Verne. Scorrazzai da dissennato attraverso l誕renile, percorrevo con la vista quelle rive affatturate, e mi venne il ghiribizzo d弾splorare un p� pi� in l�. Proseguii tutto inebriato nell段nterno di quel sito, perlustrando ad ogni palmo, ogni cosa esaminando: quante strane e grandi piante, e che odori eccezionali! N� temevo per le belve eventuali al mio passaggio: non potevano vedermi. Non pensavo pi� al battello, ai compagni vacanzieri, alle magiche candele occultate nella nave. Non pensai pi� a nulla, quindi: incombeva il paradiso, la felicit� impensata, la delizia intorno a me! Che momenti di esultanza! Che goduria e rapimento! Era tanta l誕llegria che vagai per molte ore, al cammino di buon passo...
***
Ora son pi� che un adulto. Non ci penso pi� a viaggiare. Ho perduto interamente quella smania esuberante di spostarmi per il mondo.
La mia vita accetto, quasi.
Ma un rammarico mi resta: ventott誕nni son passati, ma se vedo transitare una nave laggi�, in fondo, dalle rive di quest弾rmo , io mi sbraccio inutilmente.
Quale che sia la bandiera, quelli vedono soltanto � poveretto me, davvero, disgraziato inconsistente � una landa spopolata.
Solo un段sola deserta.
(Angioletti:)
� Non lo vedono, 菟or鑞lo�; n� domani e manco mai: lui non s定 portato appresso, infelice smemorato, quelle orribili candele. Non ha visto ripartire il battello dei festini se non quando era soltanto un puntino all弛rizzonte� Oh oh - hoo, oh oh � hoo... Ahi, ahi, ahi... bah, tant定. Oh oh - hoo, oh oh � hoo... ooOooh! Oh?!?
(Questi vengono, alla buon ora, cacciati e dispersi a suon di poderosi calcioni nei divini culetti rubicondi dal legittimo e invisibile titolare della 天oce narrante�, il quale sospira, adesso, un pochino sollevato).







L置omo invisibile testo di Patonsio
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