E NEL CAMINO LE SCINTILLE
M’è parso il fruscio d’un passo
salire verso il Tuscolo
che è bello solo da lontano,
scheletri di antenne lo deturpano,
l’aria si ferma là
nel bosco,
ma, è inverno adesso, e non ti riconosce,
sa che puoi far male,
che cogli i fior di fragola, e non verranno su.
Sta passando il treno,
non sono più all’angolo
che aspetto,
saltavo, allora,
col desiderio di gioire,
guardandoti,
eri uno splendore,
paguro sulla riva, affossato,
ti ho fatto una carezza, e hai punto.
Un momento ha vissuto di noi
e se n’è andato,
quello che è venuto
è denso di nebbia,
incerta l’avvicino,
preludio sembra, forse,
nel guscio è intanata una lumaca,
lo immagino, dovrebbe esserci
la porta calcinea è serrata.
Ossi di seppie, raschiava il Poeta
se ho sete devo bermi, scrivevo,
un cane abbaiava, poi ha ghignato,
ho chiesto aiuto,
ma, più non eri,
è inverno,
è letargo
e lento è il respiro.
E NEL CAMINO LE SCINTILLE testo di Serena Sereni