Sogno francescano

scritto da Lorenzo il Tosco
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Lorenzo il Tosco

Testo: Sogno francescano
di Lorenzo il Tosco

Se a ricordarlo ancora ci riesco
io voglio raccontare adesso a voi
il sogno di stanotte, san Francesco
ch'era tornato proprio qui fra noi.

Ei procedeva con i confratelli
per la strada che porta verso Assisi,
la stanchezza quei dolci fraticelli
facevan trasparir dai loro visi.

Andavano appoggiati a quel cavallo
del buon Francesco lieta donazione,
ma tutti sanno, ed io vi do l'avallo,
ch'era soltanto un semplice bastone.

Procedevano stanchi e pensierosi
su un lato della strada, impolverati,
sfiniti dallo sforzo, ma gaudiosi
come noi non li avremmo mai pensati.

Accanto a loro un traffico infernale
d'automobili in coda non avanza,
e la gente lì a dir parole male
perch'era ritardata la vacanza.

Suono di clacson, confusione immensa,
gente sudata ferma sotto il sole,
ciascun dei vacanzieri solo pensa
ad arrivare, ahimé! quanto ci vuole!

Tutti sono arrabbiati, pieni d'ira,
i conducenti litigan fra loro,
il bambino alla mamma il braccio tira,
e lei: "Non farmi innervosir, tesoro!"

In mezzo a così grande confusione
di questa irosa gente vacanziera
procede il suo cammino col bastone
frate Francesco, e dice una preghiera:

"Nella giornata per noi frati lieta,
mentre che andiamo stanchi ma felici,
ti prego, mio Signore, un poco acquieta
questa nervosa folla... e benedici".

Rispondeva dei confratelli il coro:
"Francesco, noi capiam come tu vedi
quali grandi infelici siano loro
che più non sanno adoperare i piedi!"

Francesco: "Proseguiamo nel cammino
usando nostre gambe ed il bastone,
dove ci fermeremo è già vicino,
là troveremo gran consolazione.

Fratelli, una parola ora vi dico,
quiete, serenità, pazienza, amore,
dobbiamo dare sempre ad ogni amico,
ch'è l'uomo troppo chiuso nel suo cuore.

Innalzando le lodi al mio Signore
io lo ringrazio, in tanta confusione
questa gente io l'amo con fervore
e a loro porgo la benedizione.

Spero che arrivin tutti alla lor meta
in breve tempo, senza leticare,
che la loro vacanza sia ben lieta...
fratelli, noi per lor dobbiam pregare."

Con cenno di consenso i fraticelli
laudi cantando (già scende la sera)
proseguono il cammino, lieti e belli,
mormorando ciascuno una preghiera.
Sogno francescano testo di Lorenzo il Tosco
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