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Mi pento di averti incontrata,
anche se a lungo cercata.
Mi pento di averti seguita nel momento sbagliato.
Mi pento di essere stato il tuo burattino,
ombra silenziosa del tuo gioco muto.
Mi pento di averti pensata,
di averti seguita, chiamata, aspettata.
Mi pento di non averti evitata.
Mi pento di averti desiderata
tra sguardi spenti e passi assenti.
Mi pento dei silenzi che non hai mai rotto.
Mi pento di quei tre minuti, solo tre,
un soffio nel tempo, che sono stati un addio.
Mi pento di gesti, parole e di ogni silenzio.
Mi pento del tempo trascorso insieme,
e di quello che non abbiamo avuto.
Mi pento di aver fatto troppo,
e di non aver fatto abbastanza.
Mi pento delle occasioni che ho lasciato scivolare via.
Mi pento di non averti coccolata.
Mi pento di non averti capita.
Mi pento di non esserci stato.
Mi pento dei miei "no", dei miei "non posso".
Mi pento di aver giocato male le mie carte.
Mi pento delle complicazioni che mi porto dentro.
Mi pento di non esserti stato amico e confidente.
E ora che il tempo si è spento,
tra giorni d’attesa e fiori appassiti,
mi pento di tutto,
ora.
Ma se il vento sussurrasse ancora il tuo nome,
vivrei nuovamente ogni errore, ogni attesa, ogni passo,
perché anche nel più grande rimpianto
non mi pento di averti perdutamente amata.