Dopo un secolo di stenti questo mondo non ha pace, ma Gesù che ci ha redenti ci sorregge e più non tace.
Era il quindici diciotto e la nostra grande Terra lo straniero mise sotto nella sanguinosa guerra.
Poi costretto ad emigrare ogni onesto cittadino lasciò qui ad ingrassare il politico strozzino.
Quando tutto parve piano, un conflitto mise in gioco col tedesco l’italiano che sconfitto fu a dir poco.
Venne quindi il buon Partito d’ogni emerito cialtrone: a pagare ed asservito fu soltanto Pantalone.
Destra, Centro oppur Sinistra, monopolio di furfanti: è la gente che amministra, son diavoli non santi.
Per fortuna un Papa Buono e un polacco coraggioso da quel sacro loro trono han salvato il ben prezioso. Da lontano è poi arrivato di Francesco il successore, il Vangelo ha rinnovato con la legge dell’amore.
Ora è festa, amici cari, e vi giunga il mio pensiero: non v’allettino i denari più del sentimento vero.
Buona Pasqua a professori che dispensano il sapere, a infermieri, a lor dottori quando assolvono il dovere.
Buona Pasqua ad artigiani, a inservienti e contadini, se non fanno da villani con lontani e con vicini.
Buona Pasqua a commercianti se la roba loro è pura e si lodi pur festanti chi dell’anima ha la cura.
Chi si sente da me escluso, senza tema venga avanti, dico alfin mentre mi scuso: - Buona Pasqua a tutti quanti! -
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