Il comandante Trimeo

scritto da GilBiancoNero
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Il comandante Trimeo, ultimo sopravvissuto dell'età romana
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Testo: Il comandante Trimeo
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Il comandante Trimeo, uno tra gli ultimi sopravvissuti alla realtà, tra cui il famoso viaggiatore D'artapal e pochi altri, combattè per la patria romana, ai suoi tempi, prima di essere portato a Foglio dagli dei, che riconoscevano in lui un'identità da fogliese. Con i suoi carri da guerra, progettati appositamente dal suo fidato architetto Pitagora, riusciva sempre a non disonorare mai chi credeva in lui, come l'imperatore Augusto II. Tra molteplici guerre, e spedizioni di perlustrazione, dalla Dacia alla città di Cartagine, sentiva ancora del vuoto dentro di sè, come se gli mancasse qualcosa. Una notte, Cartineran gli apparve in sogno, domandandogli se volesse davvero sacrificare la sua vita per qualcuno. Trimeo rispose: "Per chi avrei amato, il mio cuore sarebbe stato disposto a fare di tutto"
Cartineran riconobbe in lui un animo gentile e generoso, a differenza della maggior parte dei soldati romani, grezzi e meschini. Decise di dargli un'opportunità per entrare a far parte della guardia militare di Foglio, facendogli una domanda anche abbastanza semplice, secondo lui. "Secondo la tua opinione, con la guerra si ricava la pace, o con la pace si ricava nient'altro che la pace?"
Trimeo era già pronto a rispondere, quando improvvisamente un cavallo dalla pelle rossa comparve dietro di lui, montato da un cavaliere con indosso un elmo dalle mille piume rosse. Questo montò bruscamente il comandante, portandolo di nuovo al mondo reale.
Secondo la mitologia di Foglio, Trimeo scese nel regno dei Fiori attorno all'anno milleseicentotre, trasportato dalla realtà a qui direttamente dal divino Lucifero, riconoscente del bene che fece in passato per il suo popolo. Così decise di arruolarlo nella guardia militare per volere divino, con l'estremo consenso da parte delle reclute.
Ancora oggi, il comandante Trimeo progetta i suoi famosi carri da guerra con Pitagora, anch'esso trasportato a Foglio per volere divino, in attesa che la guerra contro l'oscurità si avvicini presto.
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