Così lo scivolar della vita

scritto da Dedalo.72
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Buona Pasqua a tutti gli autori e a tutte le autrici di Ali.
- Nota dell'autore Dedalo.72

Testo: Così lo scivolar della vita
di Dedalo.72

Il suo corpo era riverso in una pozza di sangue. La testa era appoggiata, sghemba, al bordo di un gradino ed il corpo si allungava sulla scalinata a scendere. Il sangue zampillava dal retro, appena un po’ più su della nuca. Giaceva inerme e storta, come se la colonna vertebrale si fosse slogata. Aveva battuto la testa sul taglio di un gradino rotto. Gli occhi sembravano ancora vigili e, per un attimo, le sembrò di ragionare lucidamente.

Stava tornando a casa, aveva scelto la scorciatoia che passava all’interno di un parco. Ad un tratto, ricordò, il ginocchio sinistro le aveva ceduto.
Maledetto ginocchio, lo sapeva che un giorno le avrebbe giocato un brutto tiro ma non credeva così brutto. Gli occhi si mossero verso il basso. Da quando aveva avuto un incidente stradale, quel ginocchio era diventato pericoloso. Eccolo il suo sangue che abbandonava il corpo. 
È così che si muore, quindi?
Lo shock emorragico si stava già manifestando con i primi sintomi?Quello strano senso di vertigine, ad esempio, ...
E aveva già perso coscienza, nel frattempo, o l’avrebbe persa di lì a poco e non era nemmeno più lei che pensava? 
Aveva voglia di vomitare. Se qualcuno fosse passato di lì e l’avesse vista?
Che spettacolo raccapricciante!
E se fosse passato qualche ragazzino? Guardò l’airone fermo nel cielo, iniziava ad avvertire freddo e il torpore si inerpicava dagli arti verso il centro del corpo.
Sperò che non passasse nessuno di lì.
Le membra s’irrigidirono di lì a poco, la debole respirazione si arrestò, le orecchie si svuotarono, il volo dell’airone si rifletteva nelle iridi castane. Tutto divenne buio. 
Poi il sangue si ritirò dalla scalinata, come riassorbito, e lei sembrò ritrovare la forza. Intorno c’era un gran silenzio, come di fiaba. 
Si rialzò, si ripulì un po’ i pantaloni degli aghi di pino che le erano caduti addosso. Davanti a lei si apriva un sentiero, sentiva già la corrente che la chiamava e un forte profumo di basilico. Raccolse la borsetta e allineò le scarpe vicino a questa: non le sarebbero servite per tornare a casa. Si immise nella corrente.

Quella mattina il sole brillava alto nel cielo, la vita germogliava intorno. Sulle gradinate di un parco giaceva il corpo di una giovane donna.
Un sorriso scintillava sulle sue folli labbra viola.

Così lo scivolar della vita testo di Dedalo.72
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