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Vibra il cristallo nel Sole più torbido,
Scivola l’ombra sul sogno più fragile,
Tremano i nervi in un ritmo instabile,
Culla la mente il pensiero più morbido.
Ma tutto questo
Non ha alcun senso,
Ch’usare un senso
Il folle non sa:
L’occhio suo lesto
Vede e trascrive,
Ciò che il cuor vive
In versi sen va.
Con tutto il globo che fa i suoi capricci,
Che tutto scivola, che tutto è fluido,
O se’ una strega, un maghetto o un druido
O un basso scrittor coi pensieri alticci…
E in questo cielo fin troppo celeste,
Indifferente al terreno rumore,
D’un guizzo, un lume, s’accenda il rossore
Che spazzi un po' il grigio, qual bora a Trieste:
Arda la landa, vaga, stanca,
ansa la brama, grava, manca,
canta la lama, larga, franca,
salta la fiamma, alta, bianca.
Ma tutto questo
Non ha alcun senso,
Ch’usare un senso
Sempre non s’ha:
L’udito lesto
Sente e trascrive,
Ciò che il cuor vive
In versi sen va.