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Metereoparico
Il bicchiere è sempre lì, su quel tavolino da tè mai usato per il suo scopo originale, in giardino, sotto l'ombra del tappeto di nuvole che forzatamente vieta al sole di baciare la terra, sua promessa sposa. La luce latente fa sfavillare quel vetro zigrinato di trasparente, accecando i piccoli coleotteri curiosi nelle circostanze, abituati alle briciole che quel mobile spesso ospitava.
Un tempo ricolmo d'acqua, nei passati giorni la canicola aveva evaporato fino alla metà del contenuto, azione che risuonava come una sghignazzata da parte del Cielo stesso, i suoi lineamenti divertiti impressi sul manto plumbeo, come i miei alla finestra.
Anche se soltanto le 4 di pomeriggio, sembrava così scuro che quel bicchiere stesso, anche se invariato, appariva mezzo vuoto.
Inarcuai le labbra e il sopracciglio confuso: La luce non poteva giocare questo genere di scherzi... Eppure, il giorno prima, con l'occhio di Dio in cielo radioso,
avrei giurato mi apparisse mezzo pieno.