29 Aprile

scritto da DD
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo DD

Testo: 29 Aprile
di DD


Non chiedo il perché dell’uomo, non chiedo il perché della vita e dell’Universo. Quello che chiedo è il perché dell’amore.Non ha movimento di pendolo,che viene e che va. Arriva, colpisce ed entra in noi. Si ama, si soffre, si è felici. L’amore è capace di darci la forza di spostare montagne, di scacciare tutti i mali del Mondo; ma ha anche il potere di ridurci a niente, ci calpesta, ci usa, ci lascia a terra inermi. E’ bello esserne in balia quando si è corrisposti quanto ne è frustrante il contrario. La passione più estrema e il ripudio per ogni chi e ogni che, il bianco e il nero. L’amore ci porta con se come un treno su una strada ferrata e buia, all’inizio attorno a te prati in fiore e oche che nuotano felici su laghi che si perdono all’orizzonte; le stazioni passano ad una ad una. Ma quando ai fiori si sostituiscono i crepacci, i dirupi, gli alti picchi immersi nelle nuvole, e sotto di te paesi lontani e piccoli, quando alla felicità di viaggiare manca forza vitale, tutto si tramuta in tristezza, nostalgia di quei campi lontani, speranza che la nostra stazione arrivi presto, e sulla banchina si possa vedere il treno ripartire per chissà dove e sparire all’orizzonte con un fischio sommesso.
Le hai detto quello che provi per lei,luce dei tuoi occhi, stella della notte, motivo di orgoglio e forza interiore. Non più un superbo dantesco, non più. Il macigno dei tuoi propositi per lei lo hai lasciato cadere ed è una liberazione. Lei però non ti aiuta a raddrizzare la schiena ne allevia il dolore, ma ti lascia andare avanti; ti guarda mentre un granello di sabbia si fa pietra, e poi sasso e poi roccia,macigno e anche montagna se necessario. Poco o troppo importa se per un momento hai pensato di esserti liberato di quel peso per sempre; anzi, ora si fa rimpiangere perché non ricordavi da quanto non ti sentivi così leggero e libero, e felice. Purtroppo verrà il momento che le spalle incominceranno a sentire il peso della fatica; le gambe si piegheranno e allora reggere la mole non sarà più possibile e cadrai sotto di lei con un sommesso tonfo. Allora tutti o nessuno, o addirittura lei che ti ha visto crollare ogni passo sempre più, verranno in tuo soccorso. Ti alzeranno, ti cureranno, ti copriranno di attenzioni e infine ti rimetteranno sulla strada, di nuovo col tuo chicco di sabbia che da grande vorrà essere montagna.
Ecco di cosa chiedo il perché. L’amore come la vita e la morte da e toglie, solo con ritmi più serrati. Spererai che prima o poi arrivi, togliendoti per sempre da questi dolori; in quel momento non ricorderai ne del granello di sabbia ne del male alle braccia e alle gambe, sarà come se avessi sempre vissuto in quei prati visti dal finestrino de treno, sarai felice. Finché non sarà quel giorno, la tua pietra sarà ancora là, così come il mal di schiena e il mal di gambe, passeggeri con te sul treno che corre.



29 Aprile testo di DD
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