Non riuscivo a capire se la luna mi spiasse o se fosse solo curiosa. Ero la sua preferita quando danzavo sul pelo dell'acqua con il suo riflesso che mi faceva da compagna. Ora sono solo una delle tante ballerine senza dote, che la guardano dal basso sperando di essere notate. Ma non mi spiego come ho fatto a cascarci, io ballo ancora come un filo d'erba mosso dal respiro del vento, credevo di essere speciale, una creatura unica. Ma no, non sono neppure questo, io sono stata tagliata dallo starnuto violento del vento e spero di volare fin da te, luna. Perché mi coprivi con la tua luce e la mia ombra non faceva paura neanche quando c'eravamo solo io e lei. Eppure ora sono sola e fradicia dalla pioggia che mi ha abbattuta sul fango, piegata in un prato, senza essere collegata alla terra, l'unica ad attendere la fine certa. Quando te ne andrai ricorda, luna, di salutarmi il sole, di fargli sapere che anche un poco del suo tepore mi farebbe tornar la voglia di ballare come se io non fossi quel filo d'erba.
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