RISPOSTA AD ERIU ... SULLA POESIA

scritto da WALT
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo WALT

Testo: RISPOSTA AD ERIU ... SULLA POESIA
di WALT


Carissimo Leonardo,
fra i tanti interventi, accondiscendenti o veemente avversi, apprezzo questo tuo perché è riuscito a cogliere il vero senso di quel sasso che ho voluto lanciare nell’immobilità di questo stagno.
Mi sono piaciute le risentite arringhe di Bandolero e gli ho risposto quanto più ironicamente ho saputo, ma ritengo che si siano sterilizzate nella inutile difesa di una posizione d’”onore” personale più che contribuire ad un dibattito su quel che è e possa essere la poesia. Non era mia intenzione attaccare questo o quello autore; chi nel sito mi conosce sa che i miei commenti, fra l’altro rari e generalmente privati, sono rivolti solo a quelle poesie che in modo particolare mi hanno coinvolto. Mai una parola critica verso nessuno. Chi poi ha visto nel mio intervento un tentativo censorio è andato ancora di più fuori dal segno. Mi trovo in piena sintonia con Bandolero (spero non legga questa mia) quando dice che andrebbe privilegiata la sperimentazione e la ricerca di nuove forme espressive, oltre una banalizzazione della poesia che troppo spesso l’appiattisce nell’inutile esercizio di stile; non condivido invece, ma per questo non mi ritengo latore di verità assolute, certe esasperazioni perché mi fanno sospettare solo un tentativo di esibizionismo (tu sai che la Toscana è terra fertile di comici e fra questi ci sono dei fuoriclasse indiscutibili; ma sono molti i comici che tentano di mettersi in evidenza con il solo uso di un dialetto che da solo fa ridere e di volgarità, di battutacce che al primo impatto ti fanno ridere ma alla lunga diventano pesanti e fastidiose. Ritengo che nella poesia sia lo stesso).
D’altra parte non credo che “Poesia” possa essere confusa semplicemente con lo “scrivere”, comunque sia. Sono dell’opinione che per essere poeti occorra avere una sensibilità superiore o comunque diversa nel cogliere emozioni e sensazioni, nel ritrasmetterle, nel dipingerle con le parole. Se il poeta non è un sognatore, cos’è? Se il poeta non è capace di creare musica coi suoi versi, cos’è? Hai ragione quando parli dei tempi nei quali la poesia è scritta e di come questi influenzino il poeta ed il suo modo d’esprimersi, ma la poesia ha e deve avere un valore di universalità differente da un articolo di giornale. Comunque sono contento di essere riuscito a stimolare un dibattito che credo non possa che far bene alla poesia, sotto qualunque forma la si intenda, e di essere riuscito a creare movimento all’interno di un sito che corre il rischio di diventare solo uno stagno ove si specchiano tanti piccoli “Narciso”, immobili a bearsi della loro beltà e degli sguardi ammirati altrui. Se vogliamo essere poeti impariamo a leggerla la poesia (anche quella altrui), a sentirla scorrere e fluire nei canali delle emozioni, senza preoccuparsi di medagliette ed encomi e segnalazioni e classifiche.
Buona poesia a te e a quanti leggeranno questa lettera.
Valter
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