COMMEDIA- BELLA DA MORIRE
ATTO I
SCENA I
-Vecchia: Mo merj, mo merj… (si siede su una panchina dove è seduta una madre con un bambino nella culla, che inizia a guardarla tra lo sdegnato e il pietoso)
(il bambino si sveglia per i lamenti e inizia a piangere; la madre lo prende e cerca di calmarlo; la vecchia intanto ha smesso di lamentarsi e si interessa al bambino; appena vede che si è riaddormentato, ricomincia a lamentarsi, il bambino si sveglia, lei smette di nuovo, il bambino si riaddormenta,e così via)
-Vecchia: jè piccios assaj cuss’ criater’!
(la madre la guarda incazzata)
(la vecchia inizia a dondolarsi per scorreggiare; la madre agita la mano davanti al naso schifata, poi fa per prendere il bambino, ma nota che non respira)
-Madre: Andrea Giovanni! Andrea Giovanni!!! (e corre via)
-Vecchia(con supponenza): Quand’ so delicati ‘sti bambin’.. un colpo d’arij..
(entrano in scena un poliziotto giovane e un carabiniere parlottando tra loro)
(un ragazzo che sta malmenando insieme ai suoi amici un gay urta involontariamente il carabiniere)
-Carabiniere: E quindi.. Ma che..?(con sdegno) Accidenti, faccia più attenzione! (e proseguono)
-Poliziotto: (sbalordito) Ma come? Ma..
-Carabiniere: Non si lasci ingannare, ho visto tutto, era solo una strategia maturata con anni di servizio, tu fai finta di niente, poi torni indietro e.. Zac! (e affonda la mano nell’aria)
-Poliziotto: Zac! (rincuorato ed ammirato imita la gestualità del collega)
-Carabiniere: Una bella multa per oltraggio a pubblico ufficiale!
-Poliziotto: Una bella multa.. Per.. O-oltraggio.. A pubblico.. (perdendo via via entusiasmo sino a spegnersi)..
-Carabiniere: Ma sì, ma sì! Anche se.. Che dici? Forse è troppo? In effetti, non è che mi abbia fatto male, però la divisa l’ho appena fatta stirare, porca miseria, un po’ d’attenzione!.. Però.. Sì dai son ragazzi! Dicevi?
(la vecchia inizia a lagnarsi sempre più forte per attirare l’attenzione dei due)
-Poliziotto: C-come? (ancora stordito).. Ah sì.. No vabbè lascia stare, niente di importante..
-Carabiniere: Cosa? Ma che.. (si volta verso la panchina della vecchia, dietro di lui, assordato) VUOLE STARSI UN PO’ ZITTA?
-Vecchia: Mo merj, com’i’ffè?
-Carabiniere: Andiamo al bar, sennò qua rischiamo la tragedia (stringe le mani intorno ad un collo immaginario)!
-No, guarda.. Mi sono ricordato che devo fare una cosa in centrale..
-Ah, vabbè.. Ma ricordati che troppo lavoro fa male!
-Ciao, ciao.. (si avvicina alla vecchia che ha seguito tutta la faccenda in silenzio e continua a seguire con lo sguardo il carabiniere che va via, non notando il poliziotto che le si avvicina)
-Signora, cosa succede? (la vecchia continua a guardare nel punto di uscita del carabiniere)
Signora? Cosa guarda? (e si mette a scrutare anche lui nel punto di uscita del carabiniere, tentando di scorgere qualcosa) (i due rimangono così per un po’) (la vecchia si gira distrattamente e nota trasalendo un po’ il poliziotto, lo osserva attentamente, mettendosi gli occhiali, mentre lui rimane sempre in quella posizione, immobile).
Vecchia: Aaaahhhhh! Mo merj! Madenna’ me’!!!(con sofferenza)
Poliziotto: (spaventato) Oh Signore!.. Signora cosa le prende?
Vecchia: Mo merj!
Poliziotto: Cosa?
Vecchia: (ricomponendosi improvvisamente) Ora muoio.
Poliziotto: E perché?
Vecchia: U’ npaut mej!
Poliziotto: Cioè?
Vecchia: (ricomponendosi improvvisamente) Mio nipote.
Poliziotto: Che è successo a suo nipote?
Vecchia: (sorpresa) Che ne sai tu di mio nipote??? Parla!!! (afferrandolo per la divisa e minacciandolo con la borsetta con inaspettata forza)
Poliziotto: (in difficoltà, confuso) Ma.. Mi scusi! Lei mi stava dicendo di suo nipote..
Vecchia: Ij??? Non ho detto niente io! Bugiardo! Delinguende! Scchifoso! Che vuoi da me? Che hai fatt’a mio nipote???
Poliziotto: Signora, non ne so niente di suo nipote io!
Vecchia: Ah.. E allora che vuoi? Non ne tengo penzione, se vuoi ti posso dare due cardoncelli (e apre la borsa piena di funghi).
Poliziotto: No, signora, non sono un borseggiatore, sono un poliziotto.
Vecchia: Appunto, appunto..
(i due si guardano eloquentemente)
Poliziotto: (come riprendendosi da un sogno) Vabbè, ad ogni modo.. Mi diceva di suo nipote..
Vecchia: U’ npaut mej!!!
Poliziotto: E fin qui ci eravamo.. Però, mi scusi, non la capisco se parla in quel modo..
Vecchia: (facendo attenzione ai suoi tratti somatici) Ehh.. Non sei di qui tu! Cè ‘ssì? Rumeno?
Poliziotto: No, veramente..
Vecchia: Marocchino?
Poliziotto: Ma..
Vecchia: No aspetti, ho capito, ho capito.. italiano!
Poliziotto: Beh.. Sì, in effetti, sono appena stato trasferito..(confuso)
Vecchia: Sisi, pelle bianca, faccia pulita.. Taleqquale a mio padre!
Poliziotto: Suo padre?
Vecchia: L’attann’ mejjj!!!!(lamentandosi forte)
Poliziotto: No, signora, perché.. Non era suo nipote?
Vecchia: U’ npaut mejjj!!!
Poliziotto: No, su, non ricominci, la prego.. Continui.
Vecchia: Ah.. Ma non sei di qui tu!
Poliziotto: (spazientito) Ennò, signora! Non sono di qui! Vede, la pelle bianca..
Vecchia:..La faccia pulita..
Poliziotto e vecchia: (all’unisono) taleqquale a mio padre!
Vecchia: (intimidita) eh.. Un poco più calmo però.. (in disparte) tien’ qualch’ problema, cuss’ pov’ridd’ (battendosi la tempia)..
Poliziotto: Ora, se vuole andare avanti, in italiano possibilmente..
Vecchia: Ah sì sì! Lo conosco l’italiano! Cioè, non sono proprio proprio italiana, però qualcosa la so.. Io sono di qui vicino, di Matera da parte di madre, però mio padre.. Eh! Mio padre (con nostalgia)(facendosi il segno della croce), buonanima! Che lui mi insegnò quand’ero piccolina ’nzic d’italiano.. Oh! Che se oggi non sai due lingue non vai da nisciuna vann‘.. (con tono confidenziale).. Mio padre.. era di Napoli, faceva il calzolaio.. Uè (battendo la mano contro il petto del poliziotto)! Quand’era bell’! Quand’era il due di luglio..
Poliziotto: Vabbè, ma mi stava parlando di suo nipote..
Vecchia: (guardandolo con sospetto)Ma..
Poliziotto: (temendo una nuova amnesia, guardandola quasi a voler dire ‘non ricominci’, mettendo le mani in atto di protezione)
Vecchia: Ah sì sì! Ti stavo dicendo, poliziotto che non vuole la mia penzione.. Mio nipote nan’ z’ecchij’ chij!
Poliziotto: Ovvero?
Vecchia: Mio nipote non si trova più!
Poliziotto: Davvero??? Da quanto non ha sue notizie?
Vecchia: Da tre giorni.. (blocca il poliziotto che stava assumendo un espressione di distensione) Uè! Che mio nipote mi viene a trovare ogni giorno, sta sempre appress’ a me, non è mai successa una cosa così!
Poliziotto: Vabbè.. Comunque non mi sembra così grave.. Però, per farla stare più tranquilla, posso accompagnarla in centrale per fare la denuncia..
Vecchia: No, non ne bevo latte, so’.. com’ si dice.. Intollerante!
Poliziotto: (rassegnato) Vabbè.. Un attimo che avviso.. (si porta in disparte e inizia a parlottare alla radiotrasmittente, lasciando la vecchia sola)
(passa davanti alla panchina un anziano basso in impermeabile, poi torna indietro e fissa attentamente la vecchia)
Vecchio: (con accento milanese) Filomena, ma sei proprio tu?!
Vecchia: Che..(mette gli occhiali) Silvio! Che piacere!
Vecchio: Il piacere è tutto mio! (facendole il baciamano)
Vecchia: Da quanto tempo..
Vecchio: .. Ma tu sei sempre la solita panterona terrona!
Vecchia: (facendo moine) Ma no, ma che dici.. Sei sempre il solito.. Sono vecchia ormai..
Vecchio: Galina veccia fa bon brodo!
Vecchia: Vedi? C’ho pure la barbetta..
Vecchio: Donna barbuta sempre piaciuta! Allora, ci stai per una piccola festicciola.. Un festino.. Come i vecchi tempi?
Vecchia: Non so..
Vecchio: Niente scuse! Tieni (porgendole un biglietto) questo è il mio numero.. (inizia a muoversi frettolosamente dopo aver notato il poliziotto).. Chiamami appena puoi!
Vecchia: Ma.. Dove vai?
Vecchio: (fuggendo) Via col vento!
Vecchia: Oh.. (seguendolo con lo sguardo)
Poliziotto: (dopo aver chiuso la radiotrasmittente ed esser tornato alla panchina) Signora (la vecchia torna in sé).. Il commissario ci sta aspettando per fare la denuncia..
Vecchia: Che.. Ah sì sì, andiamo.. (il poliziotto la aiuta ad alzarsi) (mentre escono di scena a braccetto) ma..senti un po’, rispondimi..
Poliziotto: No, signora, non sono di qui.
Vecchia:Oh!
ATTO I
SCENA II
(interno di un commissariato: due poliziotti giocano a carte su una scrivania stando a cavalcioni su delle sedie, un altro dorme con un giornale in faccia, un altro lavora forsennatamente su una scrivania stracolma di faldoni)
(nella stanza attigua, chiusa, il commissario gioca a subbuteo da solo facendosi la telecronaca di una fantomatica partita)
(davanti al commissariato, defilata sulla destra guardando il palco dal pubblico, una cabina telefonica)
Agente 1: Anche stavolta qualcosa mi dice che ho vinto (e tira teatralmente una carta)
Agente 2: Sì vabè.. Chè c’ho mal di testa, co’ tutt ‘sta concentrazione..
(entrano il poliziotto e la vecchia)
Agente 1 e 2 (all’unisono): Pausa caffè!
Vecchia: Fannulloni!
Agente 2: Signò, che ce li ha solo lei i diritti? Abbiamo combattuto per anni, sa (con superiorità)?
Agente 1 (all’agente 2): Dai meh, che ti offro un bicchiere di spumante (alzandosi e aprendo un frigobar).
Agente 2: Chi è il galantuomo che ci disseta oggi?
Agente 1: Mah, non saprei, l’hanno trovata l’altra notte quelli di turno in un bivacco di barboni, durante una “retata” (e fa il segno delle virgolette ammiccando); non hanno fatto storie, erano terrorizzati, pare che fossero cinque-sei ex-operai ultracinquantenni di un’industria che ha appena chiuso..
Poliziotto: Che vergogna! (guardando sdegnato i due agenti)
Agente 2: Che schifo.. (con amarezza, pensando agli operai)
Agente 1: Già.. Dove andremo a finire.. (dopo qualche secondo di amara riflessione).. Un vino di questa qualità.. In mano a simili straccioni.. a proposito di stracci.. (voltandosi improvvisamente verso l’agente dei faldoni) Hai sbrigato le pratiche?
Ag. Faldoni: Sì sì, ho quasi fatto,ma..(accennando ad una protesta)
Agente 2: Ma cosa?! (con prepotenza) Hai sentito? Muoviti là, che non fate niente da mattina a sera, e vi lamentate pure! Se quando esce il capo non hai finito..
Poliziotto (interrompendo frettolosamente): A proposito, che sta facendo il commissario?Posso far entrare la signora?
Agente: Boh.. Sta là dentro da stamattina..
Poliziotto: Vabbè, busso.. (e bussa avvicinatosi alla porta)
(si accende la luce sulla stanza del commissario, prima al buio, e si accende il microfono del commissario)
Commissario: Cabrini, scatta sulla fascia, è in area.. Eh?? Chi è?
Poliziotto: Capo, c’è una signora che deve sporgere denuncia.
Commissario: Eh? Ah sì, un attimo, sto chiudendo una pratica.. (termina la telecronaca sottovoce, fa gol ed esulta in silenzio, velocizzando il tutto).. Prego, puoi farla entrare!
(entrano il poliziotto e la vecchia)
Commissario: Buongiorno, signora. Prego, si accomodi.
Vecchia: Se lo dice lei..
Commissario: Cosa?
Vecchia: Buongiorno.
Commissario: Non capisco..
Vecchia: Mio nipote!!! (gridando)
Commissario: Che è successo? Non si sente bene?
Poliziotto: No, capo, è che il nipote della signora non si fa vivo da tre giorni e la signora è preoccupata..
Vecchia: E tu come lo sai??
Commissario: E’ vero, agente, come faceva a saperlo?
Poliziotto: No, ma come? Sig..
Vecchia: (afferrando il poliziotto per la divisa) che sai qualcosa??? Parla!
Commissario: Dov’era il giorno della scomparsa?
Poliziotto: Ma cosa..?
Commissario: Stia calmo, è una procedura standard..(alzandosi e dirigendosi con cautela verso il poliziotto)
Poliziotto: No.. Ma.. Signora, mi lasci!
Vecchia: E tu dimmi dove tieni mio nipote!
Poliziotto: Ma scusi..
Commissario: Via, via, si rilassi (mettendogli le manette)..
Poliziotto: Ma che..
Commissario: Avrà molto tempo per raccontarci la sua versione; intanto, le consiglio di collaborare; Vedrà, se seguirà i nostri consigli, tempo 2-3 anni e sarà di nuovo un uomo libero.
Poliziotto: Ma non c’entro niente, ero solo..
Vecchia: Uè, che faccia tosta! Ma io ti..
Commissario: Stia tranquilla, signora, lo lasci fare, dicono tutti così, queste bestie..
Vecchia: Oh, commissà, come siete sicuro di voi!
Commissario: Modestamente, ne ho sbattuti dentro parecchi di questi qui.. Lei, piuttosto, è libera domani sera?
Vecchia: Oh, commissà, mi fa arrossire..
Commissario: Mi chiami pure Asdrubale.. Signora…?
Poliziotto: Io qua sto in una gabbia di pazzi!
(la vecchia e il commissario si girano verso di lui, come se sene fossero dimenticati)+
Commissario: Agente, ma le sembra questo il momento di giocare con le manette? Qua c’è una bella signora che ha bisogno del nostro aiuto!
Vecchia: E spicciati a raccontare la storia al commissario!
Poliziotto: (rassegnato) Io mi prendo un’ora di permesso.. (e va via con le manette ai polsi)
Commissario: Faccia pure, la vedo molto stressato.. (alla vecchia) sa, i giovani hanno bisogno della saggezza di noi adulti, sennò, guai! Ma veniamo a noi, mi esponga il suo problema..
Vecchia: Veda, mio nipote non lo sento da 3 giorni, e non è mai successo, e sono preoccupata..
Commissario: Stia tranquilla guiderò le ricerche personalmente, può starne certa che lo troveremo, vivo o..
Vecchia: Per carità!
Commissario: Vivo o vegeto, vivo o vegeto (pensando tra sé) o qualcosa di simile..
(nel frattempo si è accesa la luce sulla cabina telefonica, nella quale è appena entrato Silvio, sempre in impermeabile e guardandosi intorno con circospezione; compone un numero; squilla il telefono della prima stanza del commissariato, sulla scrivania dell’agente che sta dormendo)
Agente: (nel sonno) rispondi tu, sto sotto la doccia!
Agente Faldoni: Seh, sotto la doccia.. (e risponde) (gli altri 2 agenti hanno ripreso a giocare e sembrano non accorgersi nemmeno del telefono).. Pronto? Chi è? Pronto?
Silvio: (dopo qualche secondo) la signora è la prozia di Cameron! (e riattacca, fuggendo)
Agente Faldoni: (alzandosi di scatto e correndo verso la stanza del commissario, che era tornata al buio e ora si riaccende) Commissario! Ha telefonato di nuovo l’anziano scappato dalla casa di riposo! Siamo riusciti a identificare il numero: è della cabina telefonica qui sotto!
Commissario: Porca miseria! Proprio adesso doveva chiamare? Ah!! (con aria contrariata, si alza).. Mi scusi, devo andare, questi senza di me sono persi, comunque, può starne certa, lo troveremo suo nipote, vivo o.. vegeto.
Vecchia: Oh grazie, commissario, fossero tutti così gli uomini.
Agente Faldoni: Eh, se fossero tutti così..
Commissario: Cosa sta insinuando?? Andiamo, forza, siete sempre pronti a perdervi in chiacchiere!
ATTO II
SCENA I
(sul pianerottolo di un condominio, la vecchia, il commissario e i quattro agenti confabulano in cerchio)
Commissario: Allora, il palazzo è questo, e sappiamo con certezza che il piano è questo..
Agente 1: (in disparte) di tutto il pagliaio, alla fine ci è rimasto solo l’ago: abbiamo rivoltato come un calzino tutto il quartiere, è l’ultimo palazzo!
Commissario: Eh?.. Vabbè, in ogni caso.. Signora, dietro una di queste tre porte c’è suo nipote!
Vecchia: Oggesù!
Poliziotto: Ma quale delle tre?
Commissario: Allora.. (chiude gli occhi e mette le mani sulle tempie) è.. Quella!
Agente 2: Come fa a esserne certo?
Commissario: Intuito segugio!
Agente 1: E cosa sarebbe?
Commissario: Una speciale abilità appresa con anni di servizio.
Poliziotto: E come funziona?? Ce la insegni!
Commissario: No, ma.. (fingendo modestia)
Agente 1 : Su, non si faccia pregare!
Commissario: Ma non è possibile,io..
Agente 2: Eh, via, commissà! (tirandolo per la giacca)
Commissario: Vabbè, m’ha confidato il portiere che in uno di questi appartamenti è successa una disgrazia! Siete contenti adesso??? Ahhh! (come togliendosi un peso dallo stomaco) Ora, (tornando serio) se possiamo procedere..
Agente 1: Ma certo!
Agente 2: Faccia pure! Non si preoccupi: ha la nostra approvazione.
Commissario: (guardando rassegnato verso il pubblico)… (innervosendosi, guardando i due).. Agente..
Poliziotto: Mi dica.
Commissario: Sfondi la porta (sempre guardando verso i due).
Poliziotto: Come scusi?
Commissario: Ha capito bene, sfondi la porta.
Poliziotto: Ma, scusi, abbiamo il mandato, non..
Commissario: Obbedisca e sfondi la porta.
Poliziotto: D’accordo. Signora, si sposti.
Vecchia: Mamma mèèè (gridando)
Commissario: E quanto a voi, siete pregati di andare a.. (gridando)
Poliziotto: Largooo! (correndo verso la porta) (gridando più forte di tutti)
ATTO II
SCENA II
(interno di un salotto; un uomo entra in scena e si siede sul divano)
(dopo essersi stiracchiato e guardato intorno, apre il giornale sul tavolino ed inizia a sfogliarlo)
(si gira di scatto alla sua destra e resta in ascolto, incuriosito dai rumori che vengono dall’esterno)
(si sente nitidamente, dopo il rumore di una porta che si spalanca, ‘buonasera, polizia’, ‘ma cosa..? Ma che fate???’ ‘controlli da quella parte’ ‘è solo basilico del Giappone, io..‘ ‘ sì, certo, e magari ci dirà pure che questa è marjuana, vero?‘ e altre voci incomprensibili)
(silenzio)
(l’uomo torna al giornale)
(l’uomo torna a prestare attenzione ai nuovi rumori; un’altra porta che sbatte, ‘buonasera, po..’ ‘ahhh, la polizia! Io non so niente, stava già qua quando sono arrivata’ ‘Delinguende!’ ‘No, sono innocente, è stato il nonno, prendetevelo!’ ‘ah sì, e lei ci vuole far credere che quest’uomo è suo nonno, eh?’ ‘Ahiaaa!’ ’la vuole un po’ di amatriciana? e altre voci incomprensibili)
(silenzio)
(l’uomo torna a leggere il giornale, poi si stropiccia gli occhi, chiude piano il giornale e si sdraia sul divano)
(suona il campanello)
(si alza e va ad aprire)
Poliziotto (malamente travestito) (guardando verso la porta): Buonasera, mi scusi l’ora, ma.. Ci.. Dovrebbe essere.. Qua.. No, qui.. Una.. Che?.. Una pertica!
Uomo: Una pertica???
Poliziotto: No.. Una tunica!
Uomo: Una tunica???
Poliziotto: No, aspetti (guardando sempre verso la porta).. Quanto costa una vocale?
Uomo: Ma cosa diavolo sta dicendo? Cosa vuole?
Poliziotto: Una perdita! Ecco cosa!
Uomo: Una perdita?
Poliziotto: già
Uomo: E dove la trovo una perdita?
Poliziotto: Ah, questo dovrebbe saperlo lei (ammiccando alla porta)..
Uomo: Mi scusi , ma qua l’idraulico sarebbe lei!
Poliziotto: Come? A me idra.. Ebbè, in effetti.. Giustamente, qua l’idraulico sarei io.. E dunque..
(entrano il commissario e la vecchia a braccetto)
Commissario: Scusate il disturbo, abbiamo trovato la porta aperta e non abbiamo potuto fare a meno di sentire..
Uomo: Ma come??! Chi è lei?? Che sta succedendo??
Commissario: Chi non ha nulla da nascondere deve stare tranquillo.. Chi, invece, ha qualche scheletro nell’armadio.. (ammiccando)
Uomo: Cosa sta insinuando?
Commissario: Assolutamente nulla.. Ma, ovviamente, se non ha nulla da nascondere, non avrà nulla in contrario se mia moglie usufruisce della toilette.. Vero?
Uomo: Ma certo, si serva pure!
Poliziotto: Eh no, qua nessuno usa niente finchè non esce fuori la perdita, commissà!
Commissario: Ma cosa stai dicendo?
Uomo: Commissario?
(entrano i 2 agenti, con 2 piatti di spaghetti)
Agente 1: Commissà, deve sentire questi spaghetti! La fine del mondo!
Agente 2: Tanto di cappello alla signora di qua, poi questo basilico giapponese del signore.. (prendendo dal piatto una foglia di marijuana)
Commissario: Oh no..
Nipote (entrando) (vestito elegante): Che cosa succede?
Vecchia: U’ figghj mjjj!!!
Nipote: Nonna???
Commissario: Bene, le comunico che è ufficialmente in sequestro per arresto.. Cioè, il contrario, per diana! Portatelo via!
Uomo: Ma cosa succede?? Ma..!
(rimangono la vecchia e il nipote)
Nipote: Nonna, ma che vuol dire?
Vecchia: Niente, mò è tutto finito, t’ha fatto liberare la nonna tua, hai visto?
Nipote: Che gran pasticcio!
ATTO III
SCENA I
(Un tribunale, alla fine di un’udienza)
(entrano la vecchia, il nipote e il poliziotto, scansando una folla di giornalisti all’ingresso)
Silvio: .. Mia cara signorina, questi sporchi rosso-togati non abbatteranno il grande sogno liberale, né ora, né mai! Sono solo dei poveri comunisti! (applausi)
Cancelliere: Silenzio in aula, la causa riprende, in piedi per l’ingresso dell’illustrissima sua onorificenza il giudice De’ Cagottis!
(entra un omuncolo gracile e malaticcio)
De Cag: L’udienza è aperta! Abbiamo qui l’imputato Culotti accusato di sequestro di persona ai danni del nipote della signora qui presente. (facendo cenno a Culotti) Prego, può accomodarsi per l’interrogatorio; nel frattempo vado a sbrigare una faccenda urgente (ed esce di fretta barcollando).
Pm Di Dietro: (con accento molisano) Vabbè vabbè cominci pure il giudice ne avrà ancora per molto..
Commissario (alla vecchia) : Il giudice ha proprio un nome parlante.
Di Dietro: Ah! Per favore, silenzio! Oh! Il giudice c’ha ben altro di parlante, fidatevi! Ora, se vuole presentarsi..(all’imputato)
Culotti: Sono il geometra Culotti, e faccio di professione il geometra..
(rientra il giudice abbottonandosi i pantaloni)
De Cag: Scusate, un piccolo smottamento. Possiamo proseguire. Allora, signore, come si difende dalle accuse?
Culotti: Ma cosa volete da me? Io ero a casa mia, da solo, e mio padre era morto la notte precedente nel sonno..
Di Dietro: Condoglianze!
Culotti: E quindi, come può ben capire, ero a casa mia che cercavo di metabolizzare il tutto, prima che arrivassero i vecchi compagni di partito di mio padre..
Di Dietro: Di grazia, di quale partito parliamo? Sa, non vorrei ci fossero dei precedenti in famiglia..
Culotti: Mio padre era un devotissimo liberale.
Di Dietro: Ora si spiega tutto; sua maestà (al giudice), non ho altro da dire; quanto a lei, consideri revocate le condoglianze! (e si siede sdegnato, iniziando a leggere le carte)
De Cag: D’accordo, ma questo non giustifica la presenza della vittima in casa sua.
Culotti: Ma certo che si giustifica! Il ragazzo in questione è..
(si alza di scatto dopo aver scoperto qualcosa nelle carte) Di Dietro: Non dica quella parola, o la sbatto dentro! (brandendo un corno rosso) Signor giudice, difenda l’incolumità dei nostri gioielli, per carità!
De Cag: Ma di cosa sta parlando?
Di Dietro: Del fatto che qua si sta consumando un alto tradimento ad un povero magistrato.. Ah, ma io lo sapevo, lo sapevo! Che aveva ragione mio padre, a dirmi di lavorare all’autospurgo, ma io niente!
De Cag: Mi scusi lei ora eh! Ora, dico, lo sa che sono sensibile a questi temi, non può.. Porca miseria, una frana poderosa! Ha visto? Ora sarà contento! (ed esce barcollando)
Di Dietro: E in ogni caso lei non s’azzardi a riprovarci!
Culotti: E come posso spiegarmi altrimenti?
Di Dietro: Ah questo non lo so! Lei ha scelto l’italiano, come seconda lingua!
Culotti: Vabbè, lo chiamerò trattore.
Di Dietro: Oh, adesso si che si ragiona!
Culotti: Dunque, il ragazzo era a casa mia in quanto.. Trattore.
De Cag (in lontananza): Come come ?! (si sente lo scarico di un cesso)
(rientra)
De Cag: Vuol ripetere, di grazia?
Culotti: Dicevo, il ragazzo era a casa mia perché, viste le circostanze, ho ritenuto necessario chiamare un trattore.
De Cag: Un trattore???
Culotti: Beh, era un lavoro delicato, non potevo mica farlo io..
De Cag: Ma cosa sta dicendo? Il ragazzo.. Un trattore?? Ma ci prende in giro?
Culotti: Ma no, è solo che stavano per arrivare i parenti e gli amici, io non avevo alcuna esperienza nel campo, e così mi sono informato e mi hanno suggerito costui, in qualità di ottimo.. Trattore.
De Cag: Se continua a prendersi gioco di noi, la sbatto dentro!
Di Dietro: Se dice quella parola ti sbatto dentro!
De Cag: Allora? Si sbrighi o cade in prescrizione!
Di Dietro: E si rompe il culo!
De Cag: Insomma, il ragazzo è..
Nipote: Sono un truccatore di morti!
Vecchia: Che.. (e sviene)
EPILOGO
(interno di un ospedale; il nipote trucca la vecchia, morta, su un letto)
(Culotti, Commissario, De Cagottis, Agenti)
(sospiri)
De Cagottis: Non doveva succedere, povera signora..
Commissario: Sono sempre le mie spasimanti, quelle che se ne vanno..
De Cag: Ah, perché , non mi dica che..?
Commissario: Se così si può dire..
De Cag: (all’agente): E lei, invece, chi sarebbe? Un congiunto?
Agente: No, signore, sono un agente, e fui io a trovare la signora nel parco e ad accompagnarla in commissariato..
De Cag: Accidenti! Commissario, mi sa che abbiamo di fronte quello che le farà le scarpe!
Commissario: Ma che?! Ce ne vuole per superare i miei santi ai piani alti! E comunque, evitiamo di parlare di scarpe e becchini, arriva il cipollaio in toga!
(entra Di Dietro, in toga da udienza e con una collana d‘aglio)
Di Dietro: Sì sì Bongiorno buongiorno state comodi!
(si avvicina lentamente alle spalle del nipote; il nipote si gira e lui retrocede con un balzo)
Di Dietro: Ehhh ma che??
Nipote: Buongiorno, dottore. Immagino che è qui per mia nonna..
Di Dietro: Ehh? Ah beh sì insomma, ragazzo, volevo presentarti le mie più sentite ordinanze!
Nipote: Ordinanze?
D Dietro: Ho detto ordinanze? Ah me ne scuso, intendevo dire cordogl.. Maestr.. Vabbè insomma ha capito.
(il nipote e Di Dietro fanno per darsi la mano)
Di Dietro (retrocedendo di scatto): Ah già eccole la lettera di chiusura del processo! Ovviamente, nessuno s’è fatto male, con la sua confessione il signor Culotti è stato assolto, ma, detto tra noi, sicuramente era colpevole: ha visto che naso adunco che aveva, che occhi spiritati; ce l’ha nel sangue la delinquenza, tutto suo nonno!
(si avvicinano tutti gli altri personaggi)
De Cagottis: Beh, s’è fatto tardi,credo sia il caso di lasciarla un po’ in pace con sua nonna..
Nipote: Grazie di essere venuti, mi ha fatto molto piacere. Allora, arrivederci!
(salutano ed escono di scena)
De Cagottis (avvicinatosi con tutti gli altri personaggi): Via via Di Dietro! Lo sa meglio di me che in galera non ci va nessuno a questo mondo!
Di Dietro: Ma è la speranza quella che conta..
De Cagottis: Lei è un inguaribile utopista, mio caro, un inguaribile utopista..
Di Dietro: Eppure, sento che un futuro diverso è possibile, un futuro dove i faldoni si leggeranno da soli, dove tutti rispetteranno la legge e i processi finiranno entro l’Apocalisse e i pubblici ministeri non avranno bisogno di esprimersi in italiano. Dice che sogno ad occhi aperti, sua eccellenza?
De Cagottis: Forse, dottore, forse, ma d’altronde Ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.
Di Dietro (accoccolandosi al petto del giudice): Oh, maestà!
(il nipote torna a truccare la nonna)
Nipote: Ancora un po’ qui.. Ecco.. E un tocco di.. Perfetto, se ti potessi vedere, nonna..
Vecchia: Sta uno specchio nella borsa.
Nipote (dopo aver preso lo specchio): Ecco.
Vecchia: Madoo, è vero, mo’ non potrò più guardarmi allo specchio!
Nipote: Ma ti posso assicurare che sei bella da morire!
Vecchia: Ahahah, beh mo’ non scherziamo troppo co’ ste’ cose! Aiutami ad alzarmi.
(nipote e vecchia vanno via)
Nipote: Nonna?
Vecchia: Che?
Nipote: Ma com’è che il commissario diceva che avevate un appuntamento?
Vecchia: Chè avevamo un appuntamento, però detto tra noi, non aveva molte ciance..
(vanno via parlottando)
Bella da Morire testo di Saturnino