Sindrome.

scritto da Rubinogiulia
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Rubinogiulia

Testo: Sindrome.
di Rubinogiulia

E se fossi pazza per davvero? Che ne so io. I sintomi ci sono tutti...eppure è strano, ho sempre cercato di convincermi che la mia razionalità potesse andare sopra ogni altro tipo di condizione psichica, fisica. Insomma lo capisco quando uno non ci sta con la testa, ci ho avuto a che fare con qualche personaggio soggetto alla sindrome bipolare. Non credo di esserne soggetta pure io. Ma un border-line? Credo sia possibile. Non sono un medico. Forse sono pazza, no, pazza non è il termine giusto. I soggetti con la patologia border-line non sono catalogati come pazzi, ma l'idea di trovarmi o essere affetta dal disturbo di personalità non mi spaventa. Mi eccita. Che sia vero? Mi piace percepire di percepirmi. Percepire chi sono, come sono. Anche quando non mi percepisco, quando metto il mio cervello in pausa, cosa che succede in un lasso di tempo che va dal centesimo al decimo di secondo, poi lo sento, me ne accorgo. Mi fa impazzire. L'autocontrollo dico, dove è finito il mio autocontrollo? Lo riacchiappo con estrema facilità...sì, ma io non mi conosco fondamentalmente. Io non mi conosco. Mi so descrivere, mi so presentare, ma mi sono persa un po' di tempo fa. Prima chiacchieravo che era una meraviglia, prima sapevo coinvolgerle bene le persone, mi ricordavano per quello. Poi mi sono chiusa nel mio guscio, o meglio, poi mi sono schiacciata sui miei fogli, striciandoci sopra come l'inchiostro delle penne che uso. Brutto vero? E dai, ma lo so meglio di voi che chi perde il mi rinvengo è più conscio di sé stesso che chi crede di avere la situazione sotto controllo sempre. Catalogo le ore, le giornate, le settimane e i mesi, eppure sono sempre costretta ai miei limiti, perché la mia organizzazione dipende da quella dei miei superiori. Ma non in testa, non in testa purtroppo o per fortuna. Il bordello in testa c'è sempre. Non è disordine mentale però: lo definirei ordine sparso. Vedo gli anni come se fossero successioni di caselle, ognuna sistemata secondo la loro fine, in prossimità delle quali so dare un titolo al quadratino in cui sono raggruppate. Mi gira la testa, ora. Mi tremano le mani, ora. E le gambe.. tra un'ora avrò dimenticato come mi sento in questo esatto istante e sarò tornata a vivere la mia serata come un perfetto burattino che conduce la sua esistenza secondo l'abitudine e la convenzionalità con cui è stato educato dalle mani che tengono i suoi fili. Un burattino. Ma pensate, non mi si può sentire. Una come me, una sentimentalista, una che alle emozioni e alle logiche mentali ci da così tanta importanza.. una così che arriva a definirsi come una macchina, come pura materia contenitrice di un meccanismo rotto. Forse il mio meccanismo non è rotto, funzona solo su una frequenza diversa dalle altre...ma a quello non ci ho pensato solo io. Lo sanno tutti in fondo che in me c'è qualcosa che non va. I miei lo chiamano caratteraccio, io lo chiamo disfunzionamento emozionale. Le emozioni sono la cosa che controllo di meno. Eppure il cervello ce l'ho, questo meccanismo c'è e so usarlo bene. Quando voglio...Ma che importanza ha come funziono e perché? Sto così incredibilmente bene a vivere nel mio piccolo mondo distorto dalle idee che questa società si è fatta di me e di quelle che io mi sono fatta della società. Perdersi è il miglior modo di ritrovarsi non credete? E allora perché mi sto preoccupando tanto? Devo solo resistere, devo solo gestire il mio io, devo solo gestire questa tabella fatta di piccoli momenti di vita, di piccoli ragionamenti, cambiamenti. Posso farcela. Posso vero? Indifferenza. È a quelli come me che in un modo o nell'altro alla fine la vita gli va bene. Quelli come me.. me chi? come sono? Quelli che imparano a fregarsene.
La difesa migliore dagli altri? L'indifferenza. Le persone ci perdono la testa con gli indifferenti, con i menefreghisti. Quelli come me hanno imparato a vivere di indifferenza o a vivere fingendola. Ma è un'arma a doppio taglio. L'indifferenza ti impoverisce l'anima. Come può un essere umano non provare emozioni, non reagire? Ma io amo, io mi preoccupo, penso tanto e soffro, anche. Solo che l'ho fatto per un tempo così lungo che sembra un'eternità e ora mi trovo a vagare nei meandri dei miei ricordi provando tutte queste cose nella più totale dispersione mentale. Sono vuota e piena allo stesso tempo, ma sapete, ciò che è importante ci serve, ciò che non ci serve non è importante... Me lo insegnò un amico. Ci ho pensato tanto, prima di capire. Ho scoperto tantissime cose che non servono, non essenziali, e ne ho scoperte altrettante che non andrebbero trascurate.. così sono rimaste davvero poche le cose importanti. Tutto il resto è un'impasse, al sol tentativo di reazione. Uno spreco di tempo; di energie; uno spreco di emozioni. Le emozioni non si dovrebbero mai consumare. Tutto il resto è indifferenza. E la sapete una cosa? È bellissimo.
Sindrome. testo di Rubinogiulia
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