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Acerba
Lo sfalcio atterrisce l'aria baciata
la brace che schiaccia l'amigdala a un chiodo
la neve e il gelo venuti davvero
l'erba abbattuta distesa nel prato
cose nascoste tra gli alberi e il volo
rare e preziose nel dirti domani
i cristi di carne discesi al Poggione
venuti a vedere la nostra muta nel cielo
il sogno prosegue con i tuoi piedi nudi
e il mio osso di seppia agghindato
da figlio dei fori che ritornano al lume
nei versi che soffio nei nostri vuoti d'acerba