Dicevano di sentire rumori, battiti, in una casa: un carnevale inaspettato d’autunno; i colori erano quelli del vitigno che sbarra di frusci selvatici le porte.
Casa alta e squadrata, un tempo doveva essere stata luminosa casa di vivi; i muri di belle pietre sapientemente erano stati coperti d’intonaco improvvisato.
Vedendola, la prima volta, colmo di timore, uno sciabordare di foglie smosse mi si fece presso, rapidissimo, ma mai quanto il mio cuore.
Una lepre si era tuffata in una boscaglia fitta: s’era scelta pure lei un ruolo in tutta la storia. Il dubbio che restò aveva buffe orecchie.
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