Le braccia allargate

scritto da Paulus
Scritto Ieri • Pubblicato 24 ore fa • Revisionato 24 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Paulus
Autore del testo Paulus

Testo: Le braccia allargate
di Paulus

L'automobile di mio padre faceva sbuffi quando si premeva sull'acceleratore; lo stridio era persistente quando la si metteva in moto. L'aria diventava tossica, pesante. Non so perché, ma io storcevo il naso come atto di stizza e fastidio. L'automobile, che aveva i suoi anni, sembrava in avaria. La dirimpettaia scostava le tende per sbirciare, ma mio padre era indifferente. Non si appassionava per le moine, le smancerie di quella donna che viveva sola. Pensai che fosse amareggiata e che forse meritasse una qualche attenzione. Quando lo dissi al genitore, non rispose, ma allargò le braccia, e allora non compresi il significato di quel gesto. Il viaggio di ritorno fu un godimento. Seduto sul sedile posteriore mettevo in fila i soldatini Atlantic che negli anni Settanta erano una vera sciccheria. Prima di far ritorno, fece sosta per far visita alla zia materna, che giaceva inferma da anni. Ebbi allora il primo sentore di qualcosa su quel viso scarno, su quegli occhi assenti, sulle mani leggermente tremanti. «Faccio fare un controllo all'auto, non voglio rischiare di restare in panne. Sarebbe una iattura», mi disse. Annuii con distacco. Mi raffiguravo ancora quel corpo emaciato della prozia mentre riponevo le miniature nella confezione. «Vuoi qualcosa da bere? Ci fermiamo», mi disse voltandosi. Assentii. La mescita era lercia; aleggiava un tanfo quasi untuoso, percettibile. Dietro il banco, un uomo di mezza taglia, tarchiato, con la bocca rettangolare, sembrava infastidito dalla nostra presenza. Quel tanfo esalava dalle carte da gioco spiegate sul tavolo. Dalle sedie impagliate. Presi sonno, non sentivo, ma il genitore mormorava qualcosa come una cantilena, o forse il testo di una canzone. L'automobile sobbalzava a strappi. «Cosa c'è dietro quei monti pieni di neve?», chiesi a mio padre. «Dietro le colline? Dietro i monti che si levano più alti delle colline? C'è una malga dietro, non c'è nient'altro. Una malga che sale fin sotto le prime rocce. D'estate i pastori badano agli armenti che pascolano fino a metà settembre», mi rispose soprappensiero.


Le braccia allargate testo di Paulus
2