AFTER BATHING AT BAXTER'S

scritto da ALAN TASSELLI
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di ALAN TASSELLI
AL
Autore del testo ALAN TASSELLI
Immagine di ALAN TASSELLI
AL
La West Coast si sposa con l'avanguardia psichedelica
- Nota dell'autore ALAN TASSELLI

Testo: AFTER BATHING AT BAXTER'S
di ALAN TASSELLI



"JEFFERSON AIRPLANE'S AFTER BATHING AT BAXTER'S"

- La West Coast si sposa con l'avanguardia psichedelica -


Il 1967 passera' alla storia come uno
degli anni piu' "interminabili" della
Storia del Rock.
Fu naturalmente l'anno di SGT. PEPPER,
grazie al quale la musica pop del Nove-
cento venne "eretta" a forma d'Arte
ma che, allo stesso tempo, sanci' un
"punto di non ritorno", sia socialmente
che musicalmente: l'esplosione del
Sergente Pepe ebbe effetti devastanti
su tutta la musica rock dei tardi anni
'60 e cambio' radicalmente l'intero set-
tore discografico, oltre ad imporre un
nuovo concetto strettamente riguardante
le nuove e complesse elaborazioni
e sperimentazioni strumentali, che prima
di allora erano solo appannaggio
di forme di musiche piu' raffinate ed
evolute come Jazz e Musica classica.
Anch'essi fedeli a questi principi di
"sconvolgenti" innovazioni furono i
californiani JEFFERSON AIRPLANE.
Reduci dal trionfo artistico di
SURREALISTIC PILLOW (pubblicato
l'anno precedente), che li aveva imposti
come "i padrini dell'acid-rock"
(titolo da condividere legittimamente
con gli altri incontestabili "propaga-
tori" del "concetto lisergico": i
GRATEFUL DEAD di Jerry Garcia), la band
capitanata da Grace Slick e Paul Kant-
ner, anziche' decidere di produrre
un disco dai contenuti non dissimili
da PILLOW, optarono, intelligentemente,
per una nuova, inedita (e per i tempi
assai coraggiosa ed audace) ricerca
sonora, un forte, magnetico desiderio
di sconfinata esplorazione e scomposi-
zione del pop psichedelico vigente a
quel tempo. Il risultato fu uno degli
album-chiave del decennio, un bizzarro
quanto erratico, stralunato melting-
pot tra ballate surreali, melodie ipno-
tiche accentuate da accenni di carattere
"arabico", rock corposi sempre comunque
sorretti da chitarre acide e compiaciu-
tamente distorte e meravigliosamente
dissonanti; su questo eclettico caos
psichedelico di gusto vagamente ance-
strale e cupo, si stagliavano i decorosi
testi di Grace Slick, in perenne bilico
tra evocazioni di tempi e luoghi a noi ignoti e
dal carattere "esotico",
candide poesie di amore lisergico,
inconfessati, criptati desideri, su
cui si erige uno spietato, difforme
spirito libero interiore, che di AFTER
BATHING AT BAXTER'S costituira' l'epi-
centro concettuale ed il collante/comu-
ne denominatore delle tracce presenti
nell'LP.
BAXTER'S si apre con la travolgente
"THE BALLAD OF YOU AND ME AND
POONEIL":
le chitarre di Paul Kantner e Jorma
Kaukonen si rivelano taglienti ed acu-
minate mentre la melodia pervade il
brano di soave, leggera tensione;
Balin e la Slick completano il quadro
offrendo due stili di interpretazioni
assai dissimili ma fortemente complemen-
tari l'uno all'altra: Balin piu' lineare
e misurato, Grace Slick invece debordan-
te e onni-presente, una presenza a
tratti ingombrante ma di grande effetto
ed appeal, la quale che dettera' le
coordinate all'ascoltatore, su chi domi-
nera', e non solo in termini strettamen-
te vocali, la nuova opera dell'Aeroplano
Jefferson.
La seconda traccia, A SMALL PACKAGE
OF VALUE WILL COME TO YOU..., si ricol-
lega istantaneamente a certe reminiscen-
ze zappiane presenti in FREAK OUT, usci-
to proprio pochi mesi prima: sorta di
collage dove piu' voci (apparentemente
in un clima di contagioso divertimento
durante un party...) si sovrappongono
e rilasciano frasi disconnesse, creando
nella mente dell'ascoltatore una vaga
sensazione di ipnotismo e di dolce per-
dita all'interno del nostro subconscio
.... "distratto", "sollevato" da chissa'
quali droghe assunte....
Kantner eccelle in "WILD TIME" e la
bellissima "WATCH HER RIDE", che si
rivelano anche essere i brani piu'
appetibili e dall'ascolto meno impegna-
tivo e cerebrale: trattasi di due
melodie che trascendono quello splendi-
do spirito di anarchia in seno alla band
ma anche del loro forte desiderio di
cooperazione, in perfetta linea con
l'utopia e le speranze che durante
quel breve ma intenso, concitatissimo
periodo si sarebbero consumate con
frenetica, nevrotica passione.
Ma la composizione di maggiore appeal
sara' costituita da REJOYCE, un prodotto,
con ogni probabilita', delle
distorte "fantasie allucinogene" di
Grace Slick. "REJOYCE" rappresenta
forse l'azzardo piu' felice di tutto
BAXTER'S, in quanto bizzarra rilettura
di un testo di JAMES JOYCE, che la Slick
"impregna" con alti dosi di lirismo,
infondendo un pathos ed una sensibilita'
vocale di rara' intensita' ed emotivi-
ta', lo strumento perfetto onde scortare
il brano lungo percorsi di tetro grigio-
re, "figli illegittimo" di un'entita' temporale
a noi non del tutto chiara, lievemente torbida
ed oscura; una suadente, sensuale distesa di
flauti trabocchevoli che gioiosamente
rincorrono le tessiture vocali della
Slick, avvolgendo il suo nudo corpo
di un candore spirituale senza tempo
e senza eta'. Le tonalita' sono sofferte
ed evocatrici, la voce solenne, imperio-
sa di Grace Slick e' il suggello di
questi inaccessibili, proibiti senti-
menti; i vaghi accenni arabici compensa-
no il sottile, implicito ma garbato
erotismo emanato dalle corde vocali
della cantante dei Jefferson e tutto
si fonde felicemente in un silenzioso,
vorticoso orgasmo sonoro che costituira'
uno dei vertici psichedelici di sempre.
...si ha quasi la sensazione di essere
"prigionieri" in una giungla di suoni
e rumori dal fascino attentatrice,
un serpente a sonagli in musica pronto
a mordere e poi addormentare col pro-
prio veleno i sensi di chi ascolta
(forse con troppa attenzione) questa
inedita "digressione" nel mondo onirico
"fagocitato", "viziato" dall'assunzione
di trips-psichedelici........ e la mente
venne, anche per un solo attimo, porta-
ta via....... verso arcaici, oscuri
orizzonti.......
La Slick chiude i battenti con TWO
HEADS, sinonimo della scissione mentale
portata dall'inesauribile carica dell'a-
cido lisergico, quanto mai simbolo di
pace ed unione, nonche' di sballo ed
utopia ad libitum, un manifesto di tra-
sgressione e liberta' anarchica allo
stesso tempo.
AFTER BATHING AT BAXTER'S si rivelera'
essere un insuperato e mai piu' egua-
gliato connubio di dissonanze melodiche,
chitarre distorte accelerate, melodie
mediorientali, ammiccamenti avanguardi-
stici, su cui svetta, lirico e solenne,
un concetto di anarchia (musicale e
sociologica) senza precedenti,
sorretto da un impareggiabile, eccitan-
te, energico "groove musicale" che
ebbe pochi eguali, all'epoca.
Chiude degnamente questo album storico
per lo sviluppo e l'affermazione del
concetto di psichedelia, "WON'T YOU
TRY SATURDAY AFTERNOON", che equivale
piu' o meno, ad un commiato del gruppo,
invocatore del proprio pubblico a riu-
nirsi tutti insieme "lisergico-appassio-
natamente" un sabato pomeriggio (Baglio-
ni qui non c'entra assolutamente niente...
si tratto' di un "sabato po-
meriggio" come dire...del tutto diffe-
rente...); implicito uno spropositato senso
di spirito sottilmente
orgiastico/"absolutely free", senza
inibizioni di sorta. Una melodia ipno-
tico-stralunata legittimatrice del
sound etereo-psichedelico-distorto
di AFTER BATHING AT BAXTER'S.
Esso rimarra' un episodio pressoche'
unico ed isolato nella carriera dei
Jefferson Airplane, un conciso e
rimarchevole sposalizio tra l'eccelso
song-writing del capolavoro SURREALISTIC
PILLOW e le folli, inusuali e ardite
sperimentazioni psichedeliche gia'
profondamente in atto in quel 1967,
che avrebbe sancito per sempre la nascita
del colore ed ufficializzato l'investitura
della musica pop in qualita' di Nuova ecci-
tante Forma d'Arte.

ALAN "J-K-68" TASSELLI
AFTER BATHING AT BAXTER'S testo di ALAN TASSELLI
0