RENZO E LUCIA
Renzo era un tipo solitario, aveva 32 anni e vi era arrivato così, di colpo, senza si può dire, aver mai vissuto prima: la sua vita infatti gli era passata dinanzi senza disturbarlo.
Renzo aveva un carattere complesso, introverso segnato da tante, troppe rinunce cui si era sottoposto: era arrivato a quell’età senza aver mai amato nessuno o, peggio, avendo amato follemente più di una donna, ma solo nella sua testa senza mai avere avuto il coraggio di dichiararsi, di vivere.
Si era sempre sottratto ad ogni genere di rischio, uscendo da questi 32 anni senza cicatrici esteriori, ma con un solco nell’anima. La solitudine che lo attanagliava si faceva sempre più evidente ed ora la sua mente doveva combattere un nuovo potente nemico: il suo fisico. Sino a quest’ultimo compleanno Renzo era sempre riuscito a nascondere le proprie pulsioni, ma proprio da allora il suo corpo si era ribellato scatenando quel bisogno d’amore, di affetto, di famiglia e di figli che lui era riuscito a negarsi per tanto tempo.
Certo ora la vita si faceva dura: combattere contro un istinto non è cosa facile neppure per chi é convinto di avere un cuore di pietra.
Lucia era invece una splendida quarantenne, con un fisico da trentenne ed un entusiasmo da liceale; anche la sua vita non era stata facile, per niente. Viveva sola con una bellissima figlia di 12 anni in un paesino di montagna. Era stata unita con due uomini nella sua vita e con uno di essi aveva avuto Erica, ma la sfortuna si era accanita con lei che nei rapporti donava tutta se stessa.
Nessuno dei suoi compagni l’aveva mai ricambiata come meritava e lei, che di carattere non difettava, aveva deciso di vivere la sua vita lontano da loro.
Ora si sentiva libera di essere se stessa, di godersi la vita, di crescere sua figlia, ma certo non aveva cessato di sperare.
Per riempire i suoi rari momenti di vuoto interiore aveva iniziato a chattare, la sera su internet con uno pseudonimo banale, molto simile al suo nome.
Renzo, per non avere tempo di pensare a questa sua insignificante vita, si era iscritto ad una scuola serale che riempiva il vuoto del dopolavoro.
Proprio a scuola aveva avuto occasione di intravedere le enormi possibilità offerte dalla rete e poiché la sua mente era sempre in attività, aveva deciso che si sarebbe procurato un collegamento. Così quasi per caso scoprì l’esistenza della chatline.
La scoperta fu folgorante: non solo nutriva la sua continua sete di confronto con le persone, non solo riempiva i suoi profondissimi vuoti, ma gli consentiva di parlare anche con donne senza esporsi in prima persona, avendo la possibilità di conoscerle senza vederle, senza esserne intimorito, protetto dal monitor.
Renzo divenne ben presto un chat-dipendente. Imparò subito che nella rete si annidavano personaggi squallidi e talvolta immorali, ma lui si comportava sempre e comunque da signore con tutti.
Era entrato talmente in amicizia con alcune signore che queste si fidavano a farlo parlare con i loro figli e lui ci parlava riuscendo spesso a farli sognare: la cosa gli riusciva spontanea, sapeva infatti parlare e scrivere con fantasia e chiarezza.
Tra le sue amiche di rete Renzo, da un mese, aveva anche Lucia; di lei l’aveva colpito la sua incrollabile energia, la sua eterna allegria ed il fatto che per essere una quarantenne aveva uno spirito effervescente.
Ogni volta che ci parlava era lui a farle la predica, ad avere atteggiamenti paterni nei suoi confronti e spesso lei, per fargli capire quanto bigotto fosse, lo battezzava con qualche parolaccia.
Renzo rideva quando vedeva comparire la parolaccia sul monitor: sapeva di provocazione e questo lo divertiva. Lei era sempre in grado di sorprenderlo dicendogli di volta in volta che portava la moto, che era paracadutista con brevetto militare e che aveva un gatto, Speedy, ed un cane, Toby, in appartamento assieme.
Non seppe perché lo fece, ma un giorno Lucia disse a Renzo che avrebbe voluto fargli gli auguri di buon Natale di persona e che se lui era d’accordo lei lo aspettava ad un banchetto dove si incartano i regali all’interno di un supermercato.
Renzo restò sconvolto da questa cosa: mai aveva pensato che conoscendo una persona solo da dietro un monitor si potesse poi incontrarla di persona. Poteva essere una delusione e poteva essere pericoloso, ma decise di andare tanta era la curiosità.
Arrivato, con il cuore in gola, al supermercato, osservò le due donne che stavano dietro al banco dei regali: mio Dio una di loro era Lucia. Renzo la identificò subito più per la verve che per la descrizione che lei aveva dato di sé.
Restò a guardarla da lontano per cinque minuti senza che si accorgesse di lui.
Gli era persino balenata l’idea di comportarsi da vigliacco e di andarsene senza presentarsi come aveva sempre fatto in vita, ma stavolta quell’energia magnetica che Lucia emanava lo attirava. Decise di presentarsi, ma come fare? Poteva andare lì e dire semplicemente:<<Ciao sono Rusty?>> Questo era il suo alias con cui Lucia lo conosceva. No. Doveva escogitare qualcosa di più convincente, più originale. Entrò al supermercato e comprò un osso per cani, poi si mise in coda per farselo incartare.
Arrivato il suo turno, con il cuore che batteva all’impazzata mormorò:<<Questo è per il mio amico Toby>>.
A quel nome il volto di Lucia si illuminò e capì di aver di fronte Renzo. Mollò tutto e gli saltò al collo: lei è una persona molto spontanea al contrario di lui che invece si irrigidì.
Giusto il tempo di passare le consegne e Lucia era libera a disposizione di Renzo.
In quei pochi minuti Renzo aveva affrontato la situazione dentro di sé lasciando sfogo alle emozioni. Appena Lucia arrivò, lui le chiese di abbracciarlo. Voleva sentire per la prima volta il contatto fisico con una donna e voleva sincerarsi che tutto fosse vero.
Era vero. Lucia era eccitata pure lei e lo strinse forte e più di una volta, anzi all’interno del supermercato, mentre prendevano un caffè, si strinsero innumerevoli volte.
L’emozione si poteva tagliare tanto era densa. Parlarono del più e del meno per circa un’ora, senza accorgersene. La collega di Lucia venne a chiamarla, il lavoro era aumentato e non riusciva più a fronteggiarlo da sola.
I due si strinsero un’ultima volta e, scambiandosi oltre agli auguri anche il numero di cellulare, si lasciarono.
Renzo percorse i cinquanta chilometri per casa senza vedere la strada. Il cuore non riusciva più a rallentare. Non era abituato alle emozioni così forti. Quella notte non dormì ed il giorno di Natale era teso come la corda di un violino.
Si telefonarono e continuarono a chattare assieme la sera. Lucia arrivò, in un eccesso di sincera emozione, a raccontargli un suo sogno erotico.
Renzo rimase ulteriormente sconvolto: mai donna gli aveva confidato niente, figuriamoci sogni erotici!
Renzo era sempre più teso, mangiava a fatica, lui ghiottone, ed era sempre sopra pensiero. A ripensarci già quella prima volta il suo fisico aveva reagito al contatto di Lucia. Evidentemente c’era un qualcosa che lo attirava in lei; che lo eccitava.
I due fissarono un altro appuntamento per una pizza il 30 dicembre così, anche per farsi gli auguri di buon anno.
La tensione di Renzo aumentava al pari del desiderio di rivedere Lucia. Si presentò all’appuntamento vestito sportivo. Lucia gli sfrecciò di fronte con la macchina senza riconoscerlo, ma poi si fermò. Uno sguardo di reciproca ammirazione ed un altro abbraccio.
In pizzeria i due si raccontarono quello che non si erano ancora detti: le confidenze più dolorose e quelle più belle. Lucia forse per difendersi disse:<<Non mi metterei mai con un ragazzino come te>>. Renzo, che a 32 anni ne dimostrava di più, non badò a quella frase.
In fine, al momento di lasciarsi, dentro in macchina, si guardarono negli occhi e si baciarono, all’inizio teneramente poi sempre più ardentemente.
Trascorsero più di mezz’ora bocca a bocca con trasporto ad occhi chiusi. Alcuni automobilisti passando suonavano il clacson, ma nessuno dei due li sentiva.
Alla fine, con grande fatica si staccarono.
Renzo ormai dormiva pochissimo, da una settimana ed era un fascio di nervi. Pensava a tutto, ma molto anche alla bambina: non si sarebbe mai perdonato di ferirla.
Ma sua madre le voleva bene più che a se stessa: avrebbe pensato lei a proteggerla in caso di pericolo.
Passato capodanno i due si diedero appuntamento il giorno successivo. Renzo era emozionato, avrebbe conosciuto anche la figlia di Lucia.
Era nervoso, camminava avanti e indietro nell’appartamento di Lucia in attesa che Erica rientrasse con il cane.
Lucia fumava.
Eccola. Mio Dio era una ragazzina bellissima sul serio! Erica salutò Renzo stringendogli la mano, ma poi si rifugiò subito in camera.
Renzo aveva capito di non esserle piaciuto. Era successo quello che non doveva: si era rilassato con la madre e si era irrigidito con la figlia.
Ebbe occasione, per fortuna, di rifarsi a cena. I tre mangiarono assieme e Renzo cercò di essere meno distaccato, le parlò di sé da bambino e dei suoi problemi scolastici, poi raccontò un paio di barzellette finché Erica rise.
Ora Renzo era più sollevato. Aveva una nuova amica e questo pensiero gli piaceva. Si sentiva tagliato per i ragazzi. Sentiva di poter essere una guida per loro.
Finita la cena e fatte due chiacchiere Erica andò a letto. Renzo e Lucia rimasero soli sul divano del salotto.
Si versarono due glen grant e, avvicinandosi sempre più, si baciarono.
Il tempo passava, ma i due non sembravano accorgersene tra un bacio ed una carezza.
Le carezze diventarono sempre più intime ed i baci appassionati. Renzo amava baciare Lucia: gli piaceva sentire il suo sapore.
Piano piano Renzo spogliò Lucia che restò nuda davanti a lui. Era bellissima: aveva un fisico giovane, snello, abbronzato, morbido, profumato e liscio.
Renzo restò incantato a guardarla era senza parole. Le carezze continuarono per ore e anche Renzo si spogliò: il contatto con la pelle di Lucia gli sembrava un sogno.
Verso mattina si amarono. Il coinvolgimento era altissimo per entrambi.
Tutto si svolse sussurrando per non svegliare Erica. Renzo a gran fatica si staccò da Lucia.
Volò a casa e riposò finalmente qualche ora.
I due si sentirono in rete nel pomeriggio e Renzo percepì subito come una sensazione di allontanamento di Lucia nei suoi confronti, ma non ci fu tempo di approfondire.
Nella serata invece il tempo ci fu e Lucia senza aggirare il problema scrisse:<<E’ meglio per tutti e due se non ci vediamo più>>.
Renzo trasalì. Aveva per la prima volta assaporato la felicità ed ora gli veniva negata così brutalmente. Cercò di ribattere, ma Lucia aveva già preso una decisione irrevocabile.
Renzo pensò a come era strano il tutto: pochi giorni prima lei gli aveva rimproverato di non saper vivere il momento ed ora, che forse lo aveva imparato, gli sbatteva la porta in faccia. Lei si era sempre dimostrata indipendente e decisa e Renzo la apprezzava per questo, ma ora gli diceva che la situazione era sfuggita al controllo e la storia era impossibile.
Per quanto bene le voleva Renzo accettò il verdetto seppellendo anche quel poco di felicità che aveva provato e ritornando alla sua squallida grigia vita di tanti anni.
Renzo e Lucia testo di berry