Non poteva accadere
che in un giorno di sole,
ove l’azzurro del cielo
si specchiava nei prati,
nei campi arati e nei fossi.
Non poteva accadere
che in principio ad aprile,
dove ogni cosa rinata
si magnifica e attende
l’estiva calura, l’afa.
Non poteva accadere,
ma è accaduto. Rivederti
ed amarti in modo nuovo,
senza pretese più, senza
problemi, senza pensieri.
Esser felice per te: non
m'importa se sarò o meno
il tuo uomo, se già tale
altrui consideri – Scelta
che mi procurò dolore.
Germogliare non poteva
quel caro, tant’agognato
virgulto sull'asfalto nero
di sangue, riarso dal sole,
a tutto estraneo, lontano.
Esprimere non poteva
quell’isolato, muto singulto
che schivo, insicuro, vile
mi faceva, e disfarmi ove
una lacrima tua posava.
Morire non poteva
quel bocciolo stupendo,
che mi raccolsi nel petto,
e sfiorire ancor prima
d’esser fiore odoroso.
Ora è sbocciato, vivo,
incredibile, ridente
finalmente. Ora s’indora
di luce, più non freme,
non s’affanna, più
non soffre: sciolto
è il giogo, magnifico
il fiore libero.
Il libero fiore testo di Le Mat