Li buttij di pummador’

scritto da Una
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
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Testo: Li buttij di pummador’
di Una

Uso e costume della tradizione abruzzese ( e non solo), fare la passata di pomodomoro a casa con arnesi innominabili e maestre dell'imbottigliamento, mescolamento rituale silenzioso in cui la boss di turno come Giulio Cesare alza il pollice e dice " Bbon'.
Gli uomini addetti solo al sollevamento pesi e tappamento bottiglia rimangono in disparte, un po' timorosi per quella cucchiarella agitata in aria da donne in grembiule che nulla hanno da invidiare ai direttori d'orchestra.
Si inizia la mattina col fresco, il giorno dei giorni, perché qui non si scherza per niente ognuno ha un ruolo ben preciso anche l'osservatore svogliato ha un peso in questa storia.
E s'inizia s'arlav e si cap' li pummador', si fanno bollire poi in cisterne enormi una volta lessi si ficcano in un aggeggio rumoroso che cammina da solo serve a dividere la polpa dalla pelle e semi, passaggio importantissimo, riempiti i secchi si passa all'imbottigliamento con fetta di pane annessa e sugo fresco.
Si magna sempre, cornetti, pasticcini patatine pop corn birra, vino e lo zio parte a cantare di un orologio a pendolo di cui  nessuno vuole capire la natura.
Dopo il lavoro pizza tutti insieme sporchi di pummador ubriachi e quel senso di appartenenza e condivisione che solo la tua terra può dare.
Mi dispiace so già di non portare la tradizione avanti non ho la tempra per agitare la cucchiarella in aria, la determinazione di quelle rughe di chi scandisce il tempo mescolando.

Li buttij di pummador’ testo di Una
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