Libero arbitrio 5

scritto da Ottobre
Scritto 11 giorni fa • Pubblicato 10 giorni fa • Revisionato 10 giorni fa
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Testo: Libero arbitrio 5
di Ottobre

Vorrei essere più chiaro in questa puntata:
1. Ipotizziamo che esista un Dio, unico, un essere dotato di ogni perfezione nel sommo grado, che sia sempre esistito e sempre esisterà, un essere che sia determinato solo da se stesso.
2. Ipotizziamo che Dio abbia creato dal nulla tutto ciò che esiste e lo abbia posto in una condizione di sommo benessere, felicità e giustizia. Questa condizione sarebbe potuta durare in eterno, rimanendo del tutto plausibile, ovviamente nessuna creatura si sarebbe potuta neppure pensare al di fuori di un tale stato.
Qui sarebbe potuto finire il discorso, se invece è andata diversamente abbiamo tutto il diritto di chiedere spiegazioni, soprattutto mettere in dubbio qualsiasi concezione che ammetta come plausibile l'esistenza del male, ovvero della rottura di quella vita beata in qualsiasi misura, dal più piccolo fastidio alle più grandi tragedie, che abbiamo sperimentato nella nostra vita e in quella degli altri, nonché nella storia dell'umanità incluso tutto il creato.
Da qui elenco una serie di punti che non stanno in piedi, rispetto ai quali abbiamo il diritto di esercitare la ragione e l'onestà di porli come ipotesi aggiuntive, scommesse della fede, da portare avanti e con le quali convivere consapevolmente.
Dio ha raccomandato all'uomo di non guardare al di fuori del recinto del creato, ma al di là di tutte le allegorie (alberi, serpenti, ecc.), non gli ha precluso la possibilità di farlo. Ma già pensare che ci potesse essere qualcosa di esistente al di fuori del felice giardino ci fa inorridire, essendo esso diverso, ovvero non benessere, non giustizia; il fatto stesso che il creato tutto buono non riempisse la totalità dell'esistente ci atterrisce, ma soprattutto ci fa dubitare delle competenze di Dio come creatore.
Secondo punto: oltre alla possibilità di conoscere un esistente diverso, Dio ha dato la possibilità di poterlo sperimentare, ma senza la consapevolezza di tutte le conseguenze, altrimenti non credo che ci sarebbe stato alcun progenitore così stupido da farlo. Le conseguenze nefaste sono soprattutto due: non poter tornare più indietro e lasciarlo come eredità a tutti i discendenti fino alla fine del mondo.
Tutto quanto descritto viene chiamato libero arbitrio ed anche tenuto in grande considerazione come magnifico regalo di un Dio che non ci obbliga a restare creature, peccato che se poi lo esercitiamo non solo possiamo fare male a noi stessi, ma facciamo anche male a quelli che invece hanno scelto di restare creature fedeli al creatore.
Qui mi fermo ma continuerò e cambierò ...

Libero arbitrio 5 testo di Ottobre
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