Fermarsi ad ascoltare melodie lontane,
anche se rumoreggiano come lame
in un infinito sbattere fra di loro
un prete prigioniero di un moro.
Un pensiero intrusivo
con un tono afflittivo
si insinua ogni giorno,
viaggio senza ritorno.
Un male inapparente
invisibile serpente
veleno senza cura
testa che non s’abiura.
Caldo soffocante amico di tanti
rifugio sicuro di mille fantasmi
moltiplicatore di nostalgia
sentimenti in balia dell’anarchia.