IRENE

scritto da ROSAROSSA
Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Autore del testo ROSAROSSA

Testo: IRENE
di ROSAROSSA


Il mio nome è Irene, che significa portatrice di pace.Bello vero??? Peccato che non riesco a tenerla per me! Infatti la mia vita è incasinata come poche. Sono fatta così, che posso farci: se hai bisogno di me, eccomi pronta, lascio quello che sto facendo per dedicarmi a te. Sì, perché ho sempre pensato che se hai bisogno adesso, vuol dire che hai necessità ORA, non tra un giorno o quando ho finito il lavoro, o di stirare,o di fare la spesa! Ecco l’origine del mio caos: lascio il mio per l’altrui. Le mie amiche dicono che consono normale,però quando sono in difficoltà, la prima persona a cui si rivolgono sono io….non è un controsenso??? A volte le persone sono strane: pretendono dagli altri, ciò che loro stesse non fanno. A me non importa, l’importante per me è essere serena con me stessa, e non posso esserlo se so di aver voltato le spalle a qualcuno: cosa c’è di più importante della vita, delle persone??NIENTE! tutto il resto è relativo, un contorno, una conseguenza che può essere cambiato, ma una persona, no, non va cambiata, ma rispettata, considerata per ciò che è indipendentemente dal mestiere che pratica, dall’età, dalla nazionalità…almeno questo è ciò che penso e credo. Ho conosciuto una miriade di persone nella mia vita ognuna differente dalle altre, eppure da ognuna di loro ho appreso qualcosa che ho immagazzinato per un’eventuale evenienza. Le persone mi affascinano per la loro poliedricità ed unicità.
Io lavoro come commessa nel negozio di abbigliamento e merceria dei miei, e per questo motivo, posso gestire il mio tempo come voglio e questo è un gran privilegio.
L’altro giorno, per esempio, è entrata Cristina, una mia amica. Era tutta agitata, da come si muoveva tra gli scaffali, ho capito che non era entrata per fare acquisti, ma per parlare con me.
-Ehilà. Criss, come stai?-
-Vuoi la verità?…(al mio assenso continua) ho un problema con Paolo, sai, credo che si sia stufato di me, che mi voglia mollare.. non dormo più, non mangio più, mi son presa anche una settimana di ferie perché non riesco a combinare nulla di buono! Non ci sono più con la testa, ecco!-
Io ascolto attenta, mentre osservo il suo sguardo spento e vuoto, le sue mani nervose che si torturano. Silenzio. Poi le chiedo:
- e che altro?-
- Non ti si può nascondere nulla vero??-
- Già! Se non mi racconti tutto, come faccio a darti un consiglio, se mai posso,…???-
Si guarda intorno, - Andiamo a prenderci un caffè???-
Avviso i miei ed esco con lei.
Seduta al tavolino, davanti ad una fumante cioccolata in tazza con una montagna di panna montata ordinata al posto del caffè, che non era proprio indicato per la situazione. Cristina comincia il suo racconto di appuntamenti disdetti, di sospetti, del comportamento evasivo di Paolo. Io ascolto attenta, la osservo, sento che ancora non mi dice tutto. Alla fine lei mi fissa con aria interrogativa, mentre io le sorrido di un sorriso un po’ birichino e provocatorio. La sto mettendo a disagio, lo so, lo faccio di proposito e indugio ancora un po’ mentre non distolgo il mio sguardo dal suo.
“ E va bene!-sospira- nel frattempo l’ho seguito!”
“ CHE COSA HAI FATTO????!!!?!?!?! Non ci posso credere!!!” scoppio a ridere e la contagio, anche se il suo non è un riso altrettanto convinto!
“Smettila di ridere! Fai ridere anche me, anche se non ci trovo nulla di divertente, anzi!”
Quando finalmente riesco a parlare, le chiedo.
“ E questi suoi cambiamenti, quando sono arrivati? Prima o dopo che…. “
“ Sinceramente penso che si sia accorto del mio pedinamento e la cosa è degenerata. Come faccio desso?? Non voglio perderlo… gli voglio bene!!” “perché lo hai seguito?”
“perché una sera dovevamo uscire e lui mi ha telefonato per disdire l’appuntamento, ma era molto evasivo sul motivo per cui dovevamo farlo, io mi sono insospettita, anche se ho accettato di non vederci. Ero in preda ad una miriade di pensieri, così sono uscita lo stesso, e senza rendermene conto mi sono trovata sotto al suo portone proprio nell’istante in cui lui stava uscendo… così non ho resistito e l’ho seguito : non stava andando a casa di Marco, come aveva farfugliato al telefono, lui abita nella direzione opposta a quella imboccata da Paolo. Ad un certo punto mi son sentita stupida, e ho mollato il colpo… o forse avevo solo paura di vedere qualcosa che mi avrebbe fatto male. Non so se mi ha vista! Il giorno dopo, quando ci siamo visti, io ero imbarazzatissima, non sapevo come affrontare il discorso senza scoprirmi e lui non ha minimamente accennato a ciò che aveva fatto la sera prima. ……e se fosse uscito con un’altra ragazza???cosa mi nasconde??? Irene, io mi sento morire: questo non sapere mi uccide!”
“Mi sembra una storia tragi-comica. Paolo è sempre stato un ragazzo corretto, diretto… se fosse stufo di te, te lo avrebbe detto apertamente, chiaramente…. Sicuramente la ragione è un’altra!”
“ E quale??? Perché allora è così… così evasivo???”
“ non lo so, ma sinceramente avrà i suoi motivi e tu così non gli faciliti certo le cose!….. perché non lo affronti direttamente??”
“”COSAAAA????? E dirgli che l’ho seguito per un pezzo???? Dirgli che ho dei dubbi che non mi fan dormire la notte??? M A I !!! sarebbe come ammettere che sono gelosa, che non mi fido” non la lascio finire e proseguo:
” chi non si fida… non dà affidamento!”
“ ti odio quando te ne esci con queste frasi!”
“ Lo so! Lo dico apposta: se non è adattabile a te… perché mai dovrebbe esserlo per lui??? Mettiti tranquilla, e aspetta ancora un po’ e vedrai che si risolverà tutto. Paolo ti vuole bene, glielo si legge negli occhi quando parla di te…abbi fiducia… l’amore cammina anche su questo sentiero”
“Farò come dici tu, anche se mi cosata un casino.”
“ E poi, scusa, come ti vedo agitata e nervosa io, non ti sentirà anche lui ancora di più?? Può darsi anche che il suo comportamento sia un riflesso al tuo modo di fare. Per me le cose restano due: o gli parli apertamente, o aspetti buona buona, tranquilla che esca lui allo scoperto.”
“La prima è improponibile! Opto per la seconda. Adesso mi sento meglio, sai, a volte vorrei essere come te: analitica, diretta, semplificare le situazioni più intrigate!”
“ Tu vai benissimo come sei, e poi se ti ha scelta Paolo, è perché gli vai bene esattamente come sei….altrimenti….-e ammicco con gli occhi- avrebbe scelto me!”
“ Sei impossibile!” “lo so!” e scoppiamo tute e due a ridere. “ Adesso vai a casa, ti fai una bella doccia, ti aggiusti un po’ quei capelli che gridano vendetta, poi esci, goditi questi giorni di ferie… non vorrai mica sciuparli, no??”
“Ok, seguirò i tuoi consigli, sei un’amica!”
“Bene, ma occhio: Paolo piace anche a me!” La sua reaione è fulminea come il suo sguardo: mi sento un mucchietto di cenere! Saldo il conto e usciamo, lei a casa, io al lavoro mentre penso a ciò che mi ha detto. Paolo un’altra??? Non ci credo nemmeno se vedo! Ci deve essere un’altra spiegazione per forza! Ma perché la gente si deve sempre complicare la vita? Perché non comunica apertamente? Non capisco, davvero! Non capisco.Comunque dopo telefonerò a Paolo per sentire come sta, poi vedremo!
“ Signorina, questa gonna in vetrina, c’è nella taglia 46?”
“ Sono subito da lei, signora, venga si accomodi” uffa! Non ho nemmeno il tempo per pensare. Finalmente è ora di chiusura, telefono a Paolo. “ Ciao Paolo!!! Come va? È un sacco di tempo che non ti vedo e non ti sento”
“ Bene grazie, e tu? Ma non esagerare, due sere fa eravamo tutti insieme a mangiare la pizza, non ti ricordi???”
“ ah! Già, è vero! Lo sai che sono un po’ distratta!” e rido. La telefonata si è svolta cordialmente come sempre, niente di sospetto, allora???
Passano tre giorni e Cristina, che nel frattempo si era come dissolta, piomba in negozio esultate: “ Irene, stasera vieni a casa mia, ti devo far vedere una cosa. Ciao scappo, ho fretta: esco con Paolo, tutto ok” e sparisce con la stessa imprevedibilità con cui è arrivata senza nemmeno darmi il tempo di dire “ok”.
Suono al campanello” Ciao, sono Irene, mi apri?” salgo le tre rampe di scale divorata dalla curiosità. Cristina mi spalanca la porta raggiante. “ Ciaoooo entra, entra” e mi trascina quasi di pesa nel soggiorno “Guarda, ammira!” appeso alla parete, un bellissimo quadro tratteggiato a china con i volti di Cristina e Paolo vicini vicini dentro un enorme cuore “S T U P E N D O” resto affascinata da quei ritratti fatti ad arte che sembrano quasi vivi. “Paolo ha dato una nostra foto ad un artista suo amico da poco arrivato in città, per farsi fare questo quadro… sai… ieri era il nostro anniversario!”
“ E’ vero! Non me lo ricordavo!…e come avrei potuto??
“Era per questo che ogni tanto disertava i nostri incontri!” mi dice con aria un po’ colpevole!
“Un’altra ragazza vero????” e armata di cuscino, la prendo a scuscinate, una per ogni frase scandita “E’ un po’ evasivo, ehhh???”
“non dormo più…. Non mangio più! Bhè! Quello per un po’ ti potrebbe fare solo bene!”
“ah! Dici che sono grassa???” e ridiamo come due bimbe.
E’ bellissimo il viso di Cristina quando è felice. Ci sediamo esauste sul divano, davanti al quadro, io con un po’ di fiatone: le scale, le scuscinate, non ho più 16 anni, e quelli che ho sono affari miei!
“ Vedi?? C’era un’altra spiegazione! Ma gli hai detto tutto?”
“Sì. Sulle prime ci è rimasto male, anche perché quella famosa sera gli era sembrato di avermi vista, ma non ci voleva credere, la mia confessione lo ha un po’ infastidito e deluso, ma dopo mi ha detto “ ma allora mi vuoi proprio bene!” e ci siamo abbracciati e baciati. Dio come lo amo!”
“Boia d’un mondo!!!! Anche stavolta mi è andata buca! Cominciava a sorridermi l’idea che Paolo fosse di nuovo in circolazione…e invece….-un’ombra assassina ripassa per gli occhi di Cristina!- pazienza! Hai il numero di Marco?” e ridiamo di nuovo.
Mi chiudo la porta alle spalle, sono contenta, un’altra vittoria della comunicazione, e come diceva Rossella O Hara : domani è un altro giorno,… e io oggi sono felice perché un’amica aveva bisogno di un’amica per condividere dubbi e gioie e mi ha trovata!
IRENE testo di ROSAROSSA
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