UNA SCOPATA ESTIVA

scritto da PUCCINI84
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Un altra scopata. Stavolta in estate.
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Testo: UNA SCOPATA ESTIVA
di PUCCINI84


Come l’amore viaggiava in quell’estate nell’aria, allo stesso modo galoppavo in sella al mio destriero dalla bianca criniera. Candido come la purezza il mio elmo, rosso come l’amore il mio cimiero, verde come gli occhi dei miei sogni il prato. Già le tenebre gentili mi avevano avvolto e il freddo mi abbracciava il corpo. Scorsi dinnanzi a me, in mezzo al bosco, una luce azzurra, bellissima, calda. Mi addentrai nel boschetto e avvicinatomi alla luce scesi da cavallo. Sentii un odore di gelsomino che non potei però assaporare completamente poiché di fronte a me la magnifica luce si spense. Corsi a vedere e vidi al posto di quella qualcosa che mi fece sentire immediatamente un grande tepore.
Sedeva nel terreno senza vesti, con le braccia che stringevano le gambe e con la testa fra le ginocchia, una fanciulla di straordinaria bellezza. Al mio giungere sollevò la testa e mi guardò: i suoi occhi erano verde smeraldo, la sua bocca del colore delle rose; aveva delle splendide gambe e delle grosse lacrime le scendevano sul candido e roseo seno.
- «O soave fanciulla ten prego esaudisci il mio desiderio: svelami il mistero di queste tristi lacrime» le chiesi io.
- «Sono nata adesso, che cos’è questo luogo dove sento esservi inganni e malvagità? » rispose lei seguitando a piangere.
Non proferii parola, semplicemente mi avvicinai a lei e le baciai dolcemente le sue labbra rosa. Ella allora rispose al bacio unendo le sue labbra alle mie con molto vigore tanto da farmi avvertire il suo calore in tutto il corpo. Ci abbracciammo e in quell’amplesso potei, entrando in intimità con lei, avvertire la matrice divina di quel suo splendido corpo: persino il suo ventre piumato sprigionava un soave profumo di gelsomino notturno. Nell’estasi di quel momento continuavo a baciarla sulle labbra, sugli occhi, sui capelli… Ad un tratto mi sentii chiamare, aprii gli occhi e vidi la mia fidanzata con la scopa in mano:
- «E allora Marco ti decidi a darmi una mano? O devo continuare a pulire la casa tutta da sola? » disse lei piuttosto incazzata.
- «Senti ma non potremmo quando finiamo starcene un po’ qui da soli per ora che i tuoi sono fuori città? »
- «Sei pazzo? » disse lei. «Fra meno di un’ora inizia la messa e non possiamo perderla. »
Rassegnato presi una robusta scopa e cominciai a pulire il pavimento.











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