quella pecora al recinto corre non la vedo non ho sentito avrei potuto d'un sussurro quella voce più d'un sogno ho sognato questa notte
agreste è la storia che fosse quando la luna dal freddo ti toglie
campestre d'un gioco debordante voce vetustà d'un credere a riva implosa viene l'alba e d'un fanciullo in cerchio espresso l'infinito d'un silenzio senza moka che di lontano ancora sgorga e non è pace addì di chi è quasi del nulla un sorriso ubriacatura tecnologica del giorno incolla dicesti più solitudini nel dunque
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