E adesso sarebbe stupendo poterti vedere lasciva e discinta, invidiare la gatta che inconsapevole si accoccola sulla tua pancia, indovinarti nel buio di un teatro e concertare una sinfonia a 4 mani, costruire una barca per attraversare l’immenso spostando con un gesto montagne e mari che si frappongono, urlare i nostri nomi e farci invidiare da chi vive recluso in un sogno, dimenticare i nostri nomi per sentire solo l’essenza del pulsare del mondo, ascoltare il battito delle nostre ciglia respirando parole, lamenti e piacere. Ma sono solo un uomo!
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